Equo compenso, la protesta degli ingegneri

2 Dicembre 2017

Il presidente dell’Ordine Masciovecchio: a Roma abbiamo chiesto il rispetto della dignità professionale

L’AQUILA. Sull’equo compenso gli ingegneri dell’Aquila scendono in campo per il riconoscimento dei «diritti di tutti i professionisti italiani».
«Siamo stati in prima linea a Roma, al Teatro Brancaccio, con l’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila, nella persona del suo presidente,Elio Masciovecchio, per la manifestazione di protesta dei professionisti sull’equo compenso», hanno affermato gli ingegneri aquilani in una nota.
«È un diritto poter contare sulla giusta remunerazione per il lavoro che svolgiamo», ha ribadito con forza il presidente dell’Ordine della provincia dell’Aquila, Masciovecchio, «un diritto, peraltro, sancito dall’articolo 36 della nostra Cosituzione. Come ingegneri aquilani, avevamo già sottoscritto un protocollo d’intesa, che ha consentito ai nostri colleghi di poter essere adeguatamente retribuiti per tutte le attività inerenti alla ricostruzione post-terremoto».
«Va da sé, tuttavia», ha aggiunto il presidente dell’Ordine, «che l’equo compenso rappresenta il vero riconoscimento della dignità del professionista, nonché del suo ruolo sociale, a tutela della collettività, anche al di là dell’ambito legato alla ricostruzione».
Per la prima volta, giovedì a Roma sono scesi in campo, uniti, tutti i professionisti italiani, coordinati dalla Rete delle Professioni Tecniche e dal Comitato Unitario delle Professioni.
Una unità d’intenti che vuole stimolare il legislatore affinché adotti un provvedimento normativo che quantifichi la prestazione, in assenza di regole», ha sottolineato Masciovecchio.
«Basta, dunque, bandi della pubblica amministrazione ad un euro».
«Questo», ha sottolineato il prsidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, «svilisce fortemente il contenuto intellettuale della nostra professione e, soprattutto, non garantisce quegli standard di qualità necessari al corretto svolgimento dell’attività».
«Noi abbiamo un ruolo sussidiario nei confronti dello Stato, delle imprese e dei cittadini», ha concluso Masciovecchio, «che non può non essere adeguatamente tutelato».