«Equo pedaggio per A24 e A25» Appello di 113 sindaci a Draghi

2 Giugno 2022

Tra un mese l’incremento delle tariffe: il governo ha annunciato lo stop, ma manca un atto ufficiale «Ulteriori ritardi causeranno danni ingenti a dei territori dal fragile tessuto sociale e produttivo»

SULMONA. I sindaci abruzzesi e laziali chiedono un equo pedaggio per A24 e A25. Dopo l’incontro dei giorni scorsi, i 113 amministratori del Comitato hanno inviato una lettera al premier Mario Draghi, al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e poi al commissario straordinario per la messa in sicurezza antisismica di A24 e A25, Marco Corsini, al commissario straordinario Sergio Fiorentino, ai parlamentari e ai consiglieri regionali di Lazio e Abruzzo, e ai presidenti di Regione, Marco Marsilio, e Nicola Zingaretti, per chiedere l’istituzione di un tavolo di lavoro.
LA LETTERA
La scorsa settimana i sindaci abruzzesi e laziali si sono incontrati al Comune di Carsoli per fissare alcuni punti della battaglia contro il caro pedaggi. Alle parole del ministro Giovannini, che ha annunciato di voler bloccare gli aumenti del 34,75% dei pedaggi dal primo luglio (data in cui dovevano scattare i rincari dopo la sospensione di Strada dei Parchi del dicembre 2021), i primi cittadini chiedono di far seguire i fatti. Per questo ieri il Comitato, guidato dal sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, di cui fanno parte anche, tra gli altri, il sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti, il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, il presidente Anci Lazio, Riccardo Varone, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Sulmona, Gianfranco Di Piero, di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, e il vice sindaco facente funzioni di Avezzano, Domenico Di Berardino, hanno inviato una nota a Draghi, a Giovannini e ad altri rappresentanti istituzionali che si occupano di A24 e A25 per sollecitarli a fornire risposte immediate. «Chiediamo per l’ennesima volta la costituzione di un tavolo istituzionale con la partecipazione della delegazione dei sottoscrittori e di tutte le parti interessate», hanno evidenziato i rappresentanti dei Comuni abruzzesi e laziali, «l’avvicinarsi del primo luglio, e con esso lo spettro di un nuovo aumento dei pedaggi, impone con priorità la necessità di conoscere i provvedimenti adottati o che il governo intende adottare in tempi brevi, per evitare un nuovo salasso ai nostri cittadini». Finora, oltre alle promesse fatte dal ministro Giovannini in parlamento, non ci sono atti concreti che certifichino la sospensione dell’aumento dal primo luglio. Dal momento che manca ormai meno di un mese i sindaci hanno chiesto al Governo di fornire quanto meno un atto per certificare il blocco degli aumenti.
LE RICHIESTE
Dopo quattro anni di battaglie, i sindaci vogliono risposte alle loro richieste, a partire dall’equo pedaggio e dalla sicurezza per A24 e A25. «Il tavolo istituzionale potrà rappresentare finalmente l’occasione per un confronto costruttivo che porti all’adozione di provvedimenti definitivi per la determinazione di un equo pedaggio e la programmazione di investimenti che possano garantire la messa in sicurezza di un’arteria strategica quale è l’autostrada A24 e A25», hanno concluso i primi cittadini, «ulteriori ritardi decisionali non farebbero altro che danneggiare territori dal fragile tessuto sociale e produttivo, zone interne e periferiche dell’Italia centrale già duramente colpita da tragici eventi sismici e da sempre, in lotta contro lo spopolamento, l’impoverimento delle famiglie e l’arretramento della competitività delle imprese. È necessario e doveroso per i tanti cittadini che rappresentiamo, adottare una soluzione definitiva».
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