«Era una persona vulcanica e molto amata»

23 Maggio 2018

I ricordi degli amici in una città sconvolta. E c’è chi chiede perdono per l’indifferenza di tanti

SULMONA. La tragedia di Pino Cavicchia ha scosso la città riproponendo ancora una volta all’attenzione di tutti il dramma della mancanza di lavoro che può spingere a gesti estremi. In tanti, appena appresa la notizia, non sono riusciti a trattenere le lacrime. Arrivano anche dall’Aquila i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia di Pino. «L’ho conosciuto grazie a un amico sulmonese e ho scoperto che aveva tante qualità». A ricordare il ristoratore è il medico aquilano, Francesco Fagnani, assiduo frequentatore del ristorante di piazza Garibaldi. «Era vulcanico, forse non da tutti compreso, ma sicuramente molto amato e rispettato. Fui io a suggerirgli il nome da dare al locale. Dissi a Pino che il nome giusto era “I due mondi”, sia perché il locale era nella piazza intitolata a Garibaldi, sia perché per il semplice fatto di essere un imprenditore, anche Pino andava considerato un eroe. Con lui abbiamo perso una persona cara e anche un valente cuoco». E sui social si affollano i ricordi: «Per chi ti conosceva da una vita», dice Tina Romano, «sei stato e resterai un grande esempio di lavoratore e un grande guerriero». «Avverto dolore per una vita spezzata», dice Palma Crea, insegnante in pensione, «e indignazione per una società che non garantisce il lavoro a chi ha idee e tanta voglia di fare». Sconvolti i vicini di casa che ricordano il sorriso di Pino che ogni mattina passando per strada non mancava mai di rivolgere a tutti un saluto. Struggente anche il ricordo del suo compagno di scuola Andrea Fagagnini che vive in Emilia e che ha appreso la tragica notizia dal fratello. Per Salvatore Fluttuante, ex direttore di banca, «la città perde un giovane volenteroso, mite e serio. La sua morte mi colpisce nel profondo». Antonio Caccia chiede invece perdono per l’indifferenza di tanti che solo di fronte a queste tragedie scoprono «quanto la nostra società sia caratterizzata da scarsa sensibilità». (c.l.)
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