Eredità costosa per una disabile

4 Febbraio 2016

Per ottenere 450 euro la giovane è costretta a pagarne di più

AVEZZANO. Mettono in vendita un rudere di famiglia, ma il giudice tutelare chiede a uno degli eredi, che è diversamente abile, dei certificati, il cui valore supera quello della sua quota.

Alla giovane erede sarebbe spettata una parte ricavata dalla vendita, che sarebbe pari a 450 euro, come al fratello e agli altri eredi. Il protocollo da rispettare per la ragazza disabile, però è diverso. E quindi, essendo interdetta, avrebbe avuto bisogno del permesso del giudice tutelare e di una serie di altri documenti che la famiglia si è subito affrettata a preparare per chiudere la vicenda. Soprattutto per vendere quel bene che ormai era diventato un peso. Durante la preparazione degli atti, è stato chiarito che per la giovane erede disabile serviva una perizia giurata che attestasse le sue condizioni di salute, alla quale andavano allegate alcune marche da bollo e un’apposita domanda redatta da un avvocato. Alla fine la famiglia si è trovata a spendere, per assegnare la quota alla ragazza, un valore superiore a quello della parte di eredità che le sarebbe spettata. Solo la perizia è costata 450 euro, più tutto il resto. «Ci è stata chiesta una relazione dove il tutore spiega cosa ha intenzione di fare con i soldi di mia sorella», ha raccontato il fratello sconcertato per l’accaduto, «ma i soldi in realtà serviranno a spiegare al giudice come si ha intenzione di spenderli. Una vicenda assurda soprattutto se si pensa che sono costi fissi e quindi se vendi una casa di un milione di euro o un rudere, i documenti, e quindi la spesa da sostenere, sono sempre gli stessi». (e.b.)

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