Eremo, colpo al turismo Gazebo a rischio crollo

17 Febbraio 2020

I vigili del fuoco transennano le aree per evitare incidenti tra i pellegrini Appello al Comune: «Subito interventi, punti ristoro in abbandono»

SULMONA. È uno dei luoghi che tutto il mondo invidia all’Abruzzo. Un luogo dello spirito e della storia sulle pendici del Monte Morrone dove il re di Napoli Carlo d’Angiò e il figlio Carlo Martello si inerpicarono fino a raggiungere la grotta dove viveva Celestino V e scortarlo con il corteo reale fino all’Aquila dove fu incoronato Papa. Un luogo che potrebbe essere il fulcro di un turismo religioso che significherebbe ricchezza per l’intero territorio e che invece versa nel più totale abbandono, nonostante turisti, escursionisti e pellegrini continuino tutti i giorni a frequentarlo. Il punto ristoro è chiuso ormai da anni per un contenzioso sugli usi civici che il Comune ancora non riesce a risolvere e la piazzola con i gazebo e il parco giochi è diventata addirittura pericoloso e pericolante. Tanto che i vigili del fuoco, allertati da uno dei tanti turisti che continuano a salire fin sull’eremo, hanno effettuato un sopralluogo per verificare la situazione, apparsa davvero pericolosa. I gazebo in legno che coprono i tavoli e le panche utilizzati per trascorrere momenti di relax e ristoro sono cadenti. Il vento e le intemperie ne hanno minato le piccole travi che li sorreggono, tanto da piegarsi pericolosamente da un lato.
Al termine del sopralluogo i vigili del fuoco hanno isolato la zona con un nastro biancorosso di quelli che vengono utilizzati anche nei cantieri per segnalare il pericolo.
«Non è possibile che il Comune continui a far finta di niente lasciando questo luogo che potrebbe essere un grande tesoro per la città, nel più completo abbandono», protestano alcuni residenti della frazione della Badia.
Ed è proprio grazie ad alcuni volontari che la situazione non è ulteriormente peggiorata.
«Se l’eremo resta aperto e curato è grazie a un anziano di Fonte d’Amore che tutti i giorni, con la pioggia, con il sole e con la neve sale fin lassù per consentire ai turisti e ai pellegrini di poterlo visitare», continuano, «se si ammala nessuno lo sostituisce e l’eremo resta chiuso. Tutto questo non è concepibile. Chiediamo che il Comune si attivi immediatamente per ripristinare una situazione di piena sicurezza nel piazzale del punto ristoro e in prospettiva elabori un progetto per la valorizzazione di questi meravigliosi luoghi».
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