Eremo di Celestino, lavori ripresi La ditta: la riapertura tra un mese

24 Aprile 2022

Tante le polemiche suscitate dall’impossibilità, per fedeli e turisti, di raggiungere l’intera area Intanto sono ricominciati gli interventi di ristrutturazione nel Campo 78 a Fonte d’Amore

SULMONA. Ancora un mese e l’eremo di Sant’Onofrio sarà riaperto al culto dei fedeli e ai turisti che vorranno visitarlo. Lo ha garantito, dopo le polemiche sollevate nelle ultime settimane dai tanti che vogliono tornare a frequentare i luoghi dove ha vissuto fra Pietro da Morrone poi salito al soglio pontificio con il nome di Celestino V, la ditta che sta eseguendo i lavori. Negli ultimi giorni nel cantiere è stata intensificata l’attività, tanto da portare a termine, in poco tempo, la sistemazione del piazzale antistante all’ex punto di ristoro che sarà trasformato in Infopoint.
«Abbiamo dovuto affrontare vari imprevisti dovuti alle cattive condizioni atmosferiche e ad alcune varianti al progetto originale che abbiamo dovuto predisporre in corso d’opera», spiega il direttore dei lavori, l’architetto Giovanni Campagna, «che ci hanno costretti ad allungare i tempi che avevamo previsto per la riconsegna dei lavori. Da ora in avanti non dovrebbero esserci più intoppi e penso che nel giro di un mese, possiamo rendere di nuovo fruibili sia il piazzale con l’Infopoint che l’eremo di Sant’Onofrio».
L’intero sentiero che porta alla chiesa e alla grotta dove visse come eremita fra Pietro da Morrone sono già stati sistemati, come pure il parapetto in legno e in ferro che protegge il percorso che è stato reso meno pericoloso e difficile da percorrere. Molti turisti, infatti, che non erano attrezzati con scarpe adeguate, erano costretti a tornare indietro e a non poter raggiungere l’eremo, viste le pessime condizioni in cui versava il sentiero. Ora tutti i passaggi più difficili sono stati sistemati, anche se è sempre opportuno indossare scarpe da ginnastica o scarponcini da montagna per affrontare l’intero percorso in tutta sicurezza.
Sono ripresi i lavori anche nell’altro cantiere per la ristrutturazione del Campo 78. Cantiere che era stato bloccato perché erano sorti problemi di stabilità in uno dei capannoni interessati dal restauro. Dopo i controlli sulla stabilità dei muri portanti del capannone finito sotto osservazione, la ditta appaltatrice ha potuto riaprire il cantiere e proseguire i lavori che dovranno restituire alla collettività uno dei luoghi più emblematici della Seconda guerra mondiale che ospitò i prigionieri alleati e che insieme all’abbazia celestiniana e all’eremo di Celestino V dovrà diventare uno dei punti di forza per lo sviluppo turistico di Sulmona e del suo comprensorio. (c.l.)
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