Eremo e chalet, il progetto non decolla

14 Luglio 2019

Il Comune sollecita il nulla osta alla Regione, per i lavori nell’area celestiniana previsti 600mila euro

SULMONA. Il Comune sollecita la Regione al rilascio del nulla osta temporaneo per l’avvio degli interventi all’eremo e allo chalet. La giunta comunale, infatti, con delibera numero 136 del 10 luglio scorso ha chiesto «l’attuazione della convenzione stipulata con la Regione e la realizzazione dell’iniziativa denominata Progetto per la riqualificazione area celestiniana (chalet, Sant’Onofrio, eremo). Il tutto perché l’ormai annosa questione degli usi civici non è stata ancora risolta del tutto, impedendo di fatto al Comune di disporre fino in fondo dell’area. Anche per questo, appena qualche settimana fa, lo chalet è stato oggetto di un furto da circa 7mila euro ai danni delle attrezzature da cucina.
E in quell’occasione l’associazione Celestiniana, che conserva la gestione della struttura, ha richiamato l’attenzione proprio del Comune. Il rilascio del nulla osta temporaneo da parte della Regione consentirà l’affidamento del servizio di progettazione degli interventi, nonché delle ulteriori attività preliminari e necessarie alla conservazione del finanziamento. Regione, Mibac e Comune avevano concordato la realizzazione di un intervento all’eremo di Santo Onofrio volto alla riqualificazione dell’area celestiniana per 600mila euro.
Sull’intera zona che comprende l’eremo di Sant’Onofrio, lo chalet, il santuario di Ercole Curino, l’abbazia di Santo Spirito e l’ex Campo di prigionia 78 il Comune ha presentato un progetto di riqualificazione turistica che prevede nel dettaglio 350 mila euro per Campo 78, 170mila per la messa in collegamento dei vari posti e nuovi interventi sull’abbazia celestiniana.
Lo chalet di Sant’Onofrio, gestito dall’associazione celestiniana, è chiuso da nove anni prima per un problema di sicurezza sul sentiero e poi per un cavillo legato agli usi civici. Il problema della proprietà comunale su un terreno demaniale, era stata sollevata nel 2015 dall’allora consigliere di minoranza Luigi La Civita.
Una questione puramente formale sulla superficie di appena 60 metri quadri occupata dallo chalet, che di fatto ha bloccato l’attività dell’unico punto ristoro della zona per nove lunghi anni. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .