Eremo, la proprietà non è del Comune E lo si scopre solo ora

21 Maggio 2015

Scivolone della maggioranza, tutto da rifare sulla gestione Scontro anche sull’avanzo di 2,5 milioni in bilancio

SULMONA. La maggioranza “scivola” sull’affidamento della gestione dell’area dell’eremo di Sant’Onofrio. Ieri il consiglio comunale avrebbe dovuto decidere sulla questione, in vista anche dell’arrivo dell’estate e della valorizzazione della zona, ai piedi del Morrone, ma l’assemblea è stata costretta a votare, all’unanimità, il rinvio dell’esame e del voto del documento. Perché l’area non sarebbe di proprietà del Comune, ma soggetta a uso civico. Lo si è scoperto solo ora. Una situazione che blocca l’affidamento all’associazione Celestiniana e che pone dubbi pesanti anche sui provvedimenti adottati in passato in quanto l’area, con varie modalità, è stata data in gestione, dal Comune, sin dal 1999. A sollevare il problema il capogruppo di Forza Italia, Luigi La Civita, che ha posto una questione pregiudiziale, come previsto dal regolamento, prima che fosse avviata la discussione. «L’area in questione» ha spiegato «è soggetta ad uso civico, quindi l’immobile non è di proprietà del Comune».

Se il Comune vuole procedere con l’affidamento dovrà cambiare destinazione d’uso all’area e, di fatto, tutta la procedura resta bloccata in attesa di verifiche. Dopo il voto di ieri, restano da discutere anche i quattrocento emendamenti che la minoranza ha presentato sull’argomento. Sbalordito il sindaco Peppino Ranalli, sconcertati i rappresentati del sodalizio che avrebbe dovuto gestire l’area e indignato il capogruppo de “Il popolo di Sulmona”, Enea Di Ianni, che richiamato i dirigenti comunali a raccordarsi tra loro e a partecipare ai consigli comunali. E sulla questione, al termine del dibattito, si è consumato uno strappo all’interno del Pd. Il capogruppo Alessio Di Masci ha abbandonato l’aula in seguito alla mancata concessione, da parte del presidente del consiglio comunale Franco Casciani, di intervenire al dibatto per motivi di regolamento. Dopo Di Masci hanno lasciato il consiglio comunale anche gli altri consiglieri del Pd e l’assessore Aldo Milan, in segno di vicinanza al capogruppo.

La seduta di ieri è stata molto movimentata e non sono mancati scontri anche sull’approvazione del rendiconto di gestione. L’avanzo di amministrazione è di circa 2 milioni e 500 mila euro e la minoranza non ha risparmiato critiche.

«Un tale avanzo» è intervenuto il consigliere Luigi Santilli «è la conferma che questa maggioranza non è in grado di programmare e impegnare le risorse. I soldi ci sono e un avanzo di 2 milioni e 500 mila euro è esagerato». Secondo il sindaco, invece, tale “tesoretto”, di cui circa un milione e 300 mila euro non sono vincolati, consente di affrontare con più serenità il bilancio preventivo 2015 con programmi e progetti. «Nonostante la precarietà normativa e gli accertamenti dei nuovi adempimenti contabili» ha aggiunto il primo cittadino «gli uffici finanziari hanno dato ampia risposta assicurando all’amministrazione il rispetto delle scadenze previste dalla legge». Ranalli ha poi sottolineato «la straordinarietà del momento» che costringe le amministrazioni a una gestione «oculata e attenta delle risorse».

Infine, è stato annunciata l’estensione della raccolta differenziata porta a porta nell’area industriale entro l’estate.

Chiara Buccini

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