Eroina killer, caccia allo spacciatore

10 Settembre 2018

Disposta l’autopsia sul cadavere trovato nei locali dell’ex ospedale

L’AQUILA . È caccia allo spacciatore che ha venduto la dose fatale a Alberto Cerroni, 57 anni, dell’Aquila, morto almeno venti giorni fa in uno dei locali inagibili della vecchia clinica universitaria dell’ospedale San Salvatore, e trovato sabato scorso in avanzato stato di decomposizione. A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia, già disposta, ma gli investigatori diretti dal capo della squadra mobile aquilana, Tommaso Niglio, e coordinati dal pm David Mancini, un’ipotesi sulla quale lavorare l’hanno già individuata: l’overdose. L’uomo, con trascorsi specifici, era in cura al Sert per problemi di dipendenza. Nel 2013 gli era stata sospesa la patente di guida perché trovato ubriaco al volante. Dai primi riscontri sarebbero da escludere ipotesi di morte violenta. La polizia sta cercando di fare una verifica negli in ambienti degli spacciatori per cercare di risalire a chi ha venduto la droga.
A chiamare polizia e vigili urbani è stata una donna che portava a spasso i cani, che giunta in prossimità della vecchia scuola Carducci, in viale Duca degli Abruzzi, è stata investita da un odore terribile, il classico “odore di morte” che sembrava provenire proprio dall’ex ospedale. Una volta sul posto agli agenti è bastato poco per scoprire i poveri resti del 57enne. Da una serie di indizi gli investigatori hanno desunto che dovesse trovarsi lì da una ventina di giorni, ma solo l’autopsia stabilirà al di là di ogni dubbio, oltre alla causa, anche la data della morte. Le temperature elevate raggiunte nelle ultime settimane, infatti, potrebbero aver influito sui processi degenerativi dei tessuti.
Accanto al cadavere una siringa, l’indizio più significativo che fa propendere per la tesi della dose letale, triste epilogo di una vita difficile. Ancora più triste il fatto che nessuno avesse denunciato la scomparsa dell’uomo. (a.bag.)
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