Errore burocratico in ospedale: bimbo rischia di perdere i genitori

3 Ottobre 2021

I servizi sociali avevano avviato le procedure per l’adozione dopo una segnalazione di malnutrizione Il neonato non riusciva ad alimentarsi. Il tribunale per i minorenni: «Escluso lo stato d’abbandono»

AVEZZANO. Rischiano di perdere la potestà genitoriale a causa di un errore burocratico in ospedale. È quanto accaduto a una famiglia marsicana che si era vista avviare, dai servizi sociali, il procedimento per l’adozione del piccolo da un’altra famiglia. Alla fine il giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila ha dato ragione ai genitori e l’incubo è finito. Ha infatti dichiarato il «non luogo a procedere» sullo stato di adottabilità del minore e ha revocato la sospensione della responsabilità genitoriale per la madre e per il padre.
I FATTI
Tutto è iniziato nel mese di aprile 2021 e anche in questo caso il Covid ha avuto il suo peso. Infatti quando il neonato è venuto alla luce, presentava diversi problemi di salute, congeniti e non. Per tale motivo il bambino non presentava un normale incremento di peso ponderale. Tuttavia la madre, 36 anni, e il minore, «erano stati comunque dimessi dopo soli tre giorni a causa dell’emergenza da Covid che imponeva la liberazione di letti ospedalieri, nonostante le condizioni di salute del minore che sin dall’inizio apparivano molto complesse», come affermato dall’avvocato della famiglia. Dopo 5 giorni dalle dimissioni, la madre, preoccupata per le condizioni di salute del bambino, aveva deciso di recarsi al pronto soccorso perché non riusciva ad alimentare il figlio.
L’INCUBO
A questo punto inizia una vera odissea per la famiglia marsicana. Dall’ospedale segnalavano lo stato di abbandono del minore, facendo scattare immediatamente la presa in carico dei servizi sociali da parte del tribunale per i minorenni dell’Aquila, con l’apertura del procedimento di adottabilità del piccolo e la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori. Questo quanto ricostruito dal legale della famiglia.
BATTAGLIA LEGALE
I genitori avevano così deciso di rivolgersi a un legale allo scopo di cristallizzare quello che poi si è rivelato un errore da parte del centro di Neonatologia dell’ospedale che aveva innescato una serie di eventi a catena, tanto che l’intero nucleo familiare era finito in balia degli assistenti sociali che volevano a tutti i costi dimostrare la loro presunta incapacità nella cura del bambino. Tuttavia, dopo il monitoraggio da parte degli assistenti sociali, degli psicologi e del gruppo di “educativa familiare”, il curatore del minore ha chiesto la revoca della dichiarazione di adottabilità proprio «sulla base dell’assenza di pregiudizi per il minore».
LA SENTENZA
Il giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Italo Radoccia, sulla base delle relazioni acquisite e sulla base delle memorie e produzioni documentali da parte della difesa dei genitori, ha ritenuto di «dover escludere la dichiarazione dello stato di abbandono del minore». Secondo il giudice, infatti, «la sussistenza dello stato di abbandono morale e materiale del minore non può fondarsi esclusivamente sulla episodicità di un mancato accudimento, soprattutto in una situazione di oggettiva difficoltà dovuta soprattutto alle condizioni di salute del minore che richiedeva uno sforzo maggiore e inesigibile senza l’ausilio di una struttura sanitaria e comunque si trattava di una situazione transitoria legata alle circostanze avverse riscontrate al momento della nascita».
IL LIETO FINE
I genitori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo giorni di paura e angoscia. La difesa dei genitori era rappresentata dall’avvocato Alessandra Di Renzo.
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