Esame con la telecamera nascosta Arrestato alla Motorizzazione

15 Giugno 2023

Per la terza volta un funzionario si accorge degli strani movimenti di un candidato e lancia l’allarme I carabinieri perquisiscono un giovane, sequestrato il materiale elettronico: avviata l’indagine

L’AQUILA. Si presenta all’esame per la patente con una microtelecamera nascosta nella maglietta, ma viene scoperto e arrestato dai carabinieri. Si tratta del terzo caso nel giro di venti giorni alla Motorizzazione e si teme che possa trattarsi di un fenomeno sommerso più diffuso. La truffa consiste nell’inquadrare le domande con la camera nascosta e avere le risposte tramite un auricolare da una persona che si trova all’esterno e che conosce bene la materia e quindi la soluzione.
controlli stringenti
I controlli, negli ultimi tempi, sono sempre più stringenti alla Motorizzazione proprio per evitare che qualcuno riesca a farla franca e a superare in modo truffaldino gli esami. Le conseguenze per chi compie questo tipo di azioni e poi viene scoperto possono essere pesanti. Si tratta, infatti, di un reato di truffa aggravata che, in flagranza, prevede la denuncia e anche l’arresto. Conseguenze dello stesso tipo potrebbe rischiarle anche il complice qualora fosse individuato.
IL CASO
A tentare di superare i quiz a risposte multiple imbrogliando è stato un giovane pakistano, H.S., che era stato dotato di una microcamera wifi. Stando a una prima ricostruzione, il giovane, che stava facendo gli esami come privatista, si sarebbe introdotto nella sala esami della Motorizzazione per la prova di teoria a quiz, ma il suo comportamento ha destato i sospetti del funzionario, che ha avvisato il responsabile della sicurezza. Infatti i movimenti del giovane candidato, che si spostava con il corpo in modo un po’ anomalo sulla sedia affinché la microcamera filmasse i quiz, non sono sfuggiti a uno dei funzionari È stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Tempestivo l’arrivo dei carabinieri che hanno perquisito lo straniero trovando un sistema di microcamere usato per suggerire le risposte esatte a chi vuole superare l’esame per la patente senza troppe difficoltà. Sul caso sono state avviate indagini, per accertare le responsabilità di un collaboratore all’esterno e capire chi lo abbia equipaggiato in quel modo.
IL SISTEMA
In tutti i casi scoperti finora all’Aquila, gli aspiranti automobilisti si sono presentati all’esame con una microtelecamera nascosta sotto alla maglietta con un foro. Da qui inquadravano i quiz e poi, con un sistema di connessione dati, ricevevano le risposte nelle cuffie nascoste in un orecchio dove non solo arriva la traduzione vocale delle domande, ma anche la risposta. Le fotocamere sono in grado di inquadrare i monitor o i fogli sui quali vengono proposti i quiz. Mediante la connessione, le immagini riprese vengono trasmesse in tempo reale all’esterno, dove ci sono una o più persone che suggeriscono le risposte esatte al test con auricolari indossati dai candidati in collegamento.
LE INDAGINI
Tutto il materiale informatico trovato tra i vestiti è stato sequestrato. Dall’analisi informatica dell’hardware e dalla connessione dati gli investigatori stanno cercando di trovare il suggeritore, che avrebbe dovuto leggere le domande del test osservando le immagini inviate dalla microcamera e poi comunicare al candidato le risposte. Si tratta del terzo caso in meno di un mese. Un altro episodio era avvenuto il 24 maggio scorso. In quel caso un giovane pakistano, residente a Pratola Peligna, è stato arrestato dai carabinieri per truffa. Il 7 giugno ancora un episodio di tentata truffa. Un giovane italiano, arrivato per conto di una scuola guida, è stato trovato con la microcamera nella giacca e un auricolare agganciato all’orecchio. Sono circa 200 i candidati ogni mese all’Aquila.
©RIPRODUZIONE RISERVATA