Esami da avvocato, in 200 hanno superato gli scritti

L’AQUILA. Sono circa duecento, a fronte di 479 domande, gli aspiranti che hanno superato gli scritti in Abruzzo per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Una...
L’AQUILA. Sono circa duecento, a fronte di 479 domande, gli aspiranti che hanno superato gli scritti in Abruzzo per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Una percentuale, dunque, intorno al 40 per cento che è accettabile visto che negli anni passati i promossi sono stati anche il 20 per cento. I tre compiti, come ormai da qualche anno, sono svolti all’Aquila ma vengono corretti in altre Corti d’appello e, in questo caso, si tratta di una commissione che ha sede ad Ancona. Gli orali potrebbero iniziare a fine luglio e si terranno all’Aquila. Il presidente della commissione è l’avvocato Antonello Carbonara.
«Nel complesso», commenta, «il livello di promossi è stato accettabile. Purtroppo è triste constatare il basso numero di iscritti, meno di 500, rispetto a qualche anno fa quando erano oltre mille gli aspiranti avvocati. Il fatto è che le possibilità di lavoro non sono come una volta e i giovani, vista l’asperità di questo genere di carriera, si orientano verso altre professioni».
Del resto il numero degli avvocati in Italia è nel complesso troppo alto: l’Italia conta 391 avvocati ogni 100mila abitanti, quattro volte la Francia e due volte la Germania. Il numero dei giudici, invece, è tra i più bassi d’Europa: appena 11 su 100mila abitanti, meno della metà della Germania. In sintesi: la legge sono più quelli chiamati a interpretarla che quelli che la devono applicare. Queste carenze non fanno altro che rendere più difficile la professione forense. Va anche detto che gli iscritti sono tanti ma quelli che realmente esercitano la professioni sono molti di meno.
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