Esami in ritardo, la Asl: facciamo il possibile

13 Novembre 2019

La denuncia di una paziente che non è riuscita a fare l’ecocolordoppler dopo un anno e mezzo

SULMONA. Prenota un esame il 5 aprile del 2018 e le viene fissato per il 6 novembre scorso. Dopo quasi 600 giorni e cioè un anno e sette mesi di attesa. Protagonista della vicenda è un’impiegata sulmonese, che doveva fare un ecocolordoppler.
Visto il periodo così lungo di attesa la donna ha chiesto conferma della sua prenotazione direttamente al Cup il giorno prima, che gliel’ha confermata. Quando l’indomani si è recata in ospedale, però, sostiene di non essere riuscita a farlo. Tanto è bastato per far arrabbiare la signora, che si è rivolta al Tdm, il Tribunale per i diritti del malato, per presentare un esposto sulla vicenda. Purtroppo già a gennaio le prenotazioni per l’esame in questione erano state bloccate tanto per il 2019 quanto per il 2020, per i casi non giudicati urgenti. Per le urgenze, invece, non si seguono i tempi delle liste di attesa e si scavalcano tempi e percorsi ordinari.
Anche perché l’esame serve per sapere se si rischiano trombosi, ictus o malattie cardiache, tutte patologie molto serie, che necessitano di diagnosi e tempi di intervento veloci, se non immediati. Da anni il Tdm denuncia i tempi di attesa infiniti, a cui si aggiunge la discrepanza tra i dati pubblicati sul sito ufficiale della Asl e le prenotazioni effettive fatte al Cup, sia agli sportelli che al numero verde.
«La signora ci ha raccontato di avere aspettato una mattinata per una risposta sulla possibilità di fare l’esame», racconta Catia Puglielli, responsabile del Tdm, «prima non le dicevano nulla, poi hanno cominciato a giustificarsi con un problema sul macchinario. Fatto sta che la signora ha preso un permesso di lavoro senza fare l’esame. Quella giornata, infatti, sono state diverse le segnalazioni che abbiamo ricevuto su un guasto tecnico all’apparecchio».
Tutt’altra, invece, la versione data dall’ospedale di Sulmona, tramite la Asl: «Il giorno della prenotazione dell'ecocolordoppler, appena giunto in ospedale», dichiara il responsabile di Radiologia, Rinaldo Mariani, «ho dato la mia disponibilità ad eseguire l'esame invitando la signora a pazientare un po’ perché nel frattempo dovevo eseguire degli accertamenti urgenti. Appena mi sono liberato, ho cercato di rintracciare l'utente nella sala d'attesa, ma era già andata via. Da parte nostra, nonostante le difficoltà dovute alla carenza di personale, c'è sempre il massimo impegno nel cercare di soddisfare le richieste degli utenti». (f.p.)
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