Esami, la preside arruola i vigili urbani

12 Giugno 2020

Ottaviano (dirigente del Cotugno): stiamo lavorando per garantire la massima sicurezza ai ragazzi alle prese con la Maturità 

L’AQUILA. Dentro ai Musp, quelli che dovevano essere moduli a uso scolastico provvisorio, sorti undici anni fa per far fronte all’emergenza terremoto, ma mai abbattuti, ci si prepara ad affrontare una nuova emergenza, quella degli esami di Stato in tempo di coronavirus. Ancora una volta in prima linea si troveranno, dal 17 giugno, gli studenti del Cotugno (licei Classico, Linguistico, delle Scienze Umane, Economico sociale e Musicale), la scuola che da anni ormai è rimasta senza una propria sede e che è divisa su più plessi, in gran parte musp, appunto. Così gli studenti del Classico sosterranno il maxi orale, che quest’anno caratterizza l’esame, nella sede di via Madonna di Pettino, quelli del Linguistico in via Ficara, gli studenti del Musicale nel Musp di via Acquasanta. Per l’occasione verrà utilizzato anche il modulo delle “ex Filippini”, sempre in via Madonna di Pettino, che il presidente della Provincia Angelo Caruso ha assegnato qualche giorno fa alla scuola: sarà destinato ai colloqui d’esame degli alunni delle classi quinte del Liceo delle Scienze umane e dell’Economico-sociale.
«Stiamo lavorando da tempo per poter garantire ai ragazzi e alle ragazze la massima sicurezza», spiega la preside, Serenella Ottaviano. «Certo non si tratta di un’operazione semplice». Gli spazi, infatti, all’interno dei Musp sono piuttosto angusti e pensare un esame all’aperto «in una città come L’Aquila sarebbe stato troppo rischioso», secondo la dirigente. Metro alla mano, dunque, sono stati disposti cattedre, sedie e banchi. «Faremo molto affidamento anche sulla rete e sui vari dispositivi tecnologici, in modo da evitare il più possibile i contatti», continua la Ottaviano. «Mi sento di dire che la sicurezza è garantita ovunque». Come previsto dalla convenzione sottoscritta tra il ministero, anche i volontari della Croce Rossa aiuteranno la scuola nella garanzia dei livelli di sicurezza per lo svolgimento degli esami in presenza. «Ho chiesto il supporto anche della polizia municipale», spiega la preside, «perché mentre all’interno delle pertinenze della scuola la competenza è dell’istituzione scolastica, all’esterno non lo è. Fuori dai Musp delle ex Filippini e a quello dell’ex Dottrina cristiana, dove ci saranno quattro commissioni e otto classi, quelle del Classico, delle Scienze Umane e dell’Economico Sociale, nel vicoletto di via Madonna di Pettino, si rischiano assembramenti».
Intanto, già si è pensato alla sanificazione degli ambienti che verrà ripetuta alla fine di ogni prova, è stato redatto anche un protocollo di sicurezza, inviato a studenti e commissari è sono stati acquistati 3 pannelli in plexiglass per la prova degli alunni del Liceo Musicale che suoneranno gli strumenti a fiato. «Ci stiamo occupando molto dell’aspetto sanitario, ma non bisogna dimenticare che questo è il momento dei ragazzi e delle ragazze e che andrà gestita anche l’emotività», conclude la preside. «Gli allievi andranno accolti, compresi, accompagnati a questa conclusione del percorso di studi il più serenamente possibile». D’altra parte gli studenti, dal canto loro, sono consapevoli di vivere «una situazione assurda» come la definisce il rappresentante del Classico, anche lui prossimo all’esame, Tommaso Cotellessa. «Entreremo nella storia», sorride. «Non abbiamo potuto organizzare i 100 giorni, non abbiamo partecipato alla gita dell’ultimo anno, non vivremo la notte prima degli esami in maniera classica: forse in streaming o con le mascherine. Ma siamo sempre più convinti che in ogni emergenza la scuola è, nonostante tutto, al centro. Ce l’hanno dimostrato sia il terremoto sia il Covid-19».
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