«Escluse dal voto perché incinte» Il Tar dà ragione alle maestre di sci

Ferrara e Bucci erano entrambe in maternità, non poterono partecipare al rinnovo per il direttivo Gli insegnanti di sci replicano: «Applicata la legge regionale, ogni decisione segue un’ottica inclusiva»
ROCCARASO. Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso presentato da due insegnanti di sci e bocciato l’operato del Collegio regionale dei maestri di sci d’Abruzzo. La vicenda riguarda le elezioni, mai svolte, per il rinnovo del direttivo: due maestre, Francesca Ferrara e Rosa Maria Bucci, erano state escluse dall’assemblea elettiva in quanto ritenute non aventi diritto al voto. In quel momento, le donne erano impossibilitate all’esercizio dell’attività professionale perché in maternità ma ciò, secondo quanto espresso nel ricorso, non avrebbe impedito loro di fare comunque parte del Collegio regionale dei maestri di sci e di avere quindi diritto a partecipare all’attività amministrativa del Collegio stesso. Anche perché, come sottolinea la sentenza del Tar, le ricorrenti hanno superato il relativo esame di selezione e abilitazione. Nel corso della maternità, inoltre, Ferrara e Bucci erano state inserite nel cosiddetto elenco speciale dei maestri di sci non attivi.
La deliberazione del consiglio direttivo del Collegio regionale e la nota conseguente del presidente Francesco Di Donato, anche sindaco di Roccaraso, risale al 4 ottobre 2022 e prevedeva la convocazione dell’assemblea elettiva per il successivo 12 novembre, dopo un primo rinvio dovuto alla sospensione del Tar dei provvedimenti impugnati dai maestri esclusi dal voto, disponendo l’acquisizione agli atti della documentazione relativa alla «effettiva consistenza numerica degli iscritti nell’elenco speciale, nonché una relazione dettagliata sulle modalità di convocazione dell’assemblea». Sospensiva confermata anche dal Consiglio di Stato, al quale il Collegio regionale dei maestri di sci si era rivolto per ricorrere contro il provvedimento.
Il Collegio dei maestri di sci, dal canto suo, sottolinea come «la normativa della Regione Abruzzo sulla professione dei maestri di sci è stata approvata dopo essersi recepiti i suggerimenti del servizio legislativo qualità della legislazione e studi del consiglio regionale Abruzzo del 19 giugno 2012, a firma dell’allora funzionario Rita D’Ambrosio e dell’allora dirigente Giovanni Giardino». Il collegio aggiunge che «ogni decisione assunta ha quale unico presupposto l’obbligo di osservare la legge regionale in un’ottica inclusiva, teso a non escludere completamente dalla vita sociale i maestri di sci non in attività, approvato dall’assemblea il 23 novembre 2013».
I giudici amministrativi hanno condannato il Collegio regionale dei maestri di sci, e la Regione Abruzzo, a cui il Collegio fa capo, al pagamento delle spese di lite di 4mila euro in favore di Francesca Ferrara e Rosa Maria Bucci, rappresentante dall’avvocato Roberto Colagrande, e di 2mila euro in favore di coloro che hanno sostenuto il ricorso: 65 maestri di sci che avevano deciso di costituirsi per aver ritenuto ingiusta la scelta del Collegio regionale, il cui direttivo è composto dal presidente Di Donato e dal vicepresidente Giuseppe Benedetti, consigliere comunale di Rocca di Mezzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

