Escluso dal Cammino d’Abruzzo l’intero territorio della Marsica

AVEZZANO. Il Cammino d’Abruzzo taglia fuori la Marsica. Il percorso di 660 chilometri, lanciato dall’associazione Aps Abruzzo a piede libero, promosso dall’Università degli studi di Teramo e...
AVEZZANO. Il Cammino d’Abruzzo taglia fuori la Marsica. Il percorso di 660 chilometri, lanciato dall’associazione Aps Abruzzo a piede libero, promosso dall’Università degli studi di Teramo e patrocinato dalle quattro Province abruzzesi, non passerà per la Marsica. Un taglio netto che, a detta delle associazioni di categoria, rappresenta un vero e proprio schiaffo a un territorio dove ci sono già importanti realtà come il Cammino dei Briganti e interessanti siti archeologici come Alba Fucens e Angizia da visitare.
«Apprendiamo con grande entusiasmo la notizia della sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale denominato Il Cammino d’Abruzzo», ha spiegato Francesco D’Amore presidente della Cna, «entusiasmo però velocemente spento nel momento in cui ci siamo resi conto che i 660 chilometri del Cammino, di fatto, tagliano fuori una buona parte delle aree interne, in particolare la Marsica, che avrebbe potuto apportare elementi e siti di interesse andando ad arricchire ulteriormente questo progetto». D’Amore ha evidenziato che da anni l’associazione lavora su progetti e iniziative legate al comparto del turismo, in considerazione delle centinaia di imprese del settore che rappresentano, e vedere escluso il territorio da un’ambiziosa iniziativa come questa è sconcertante. «Un territorio ricco di storia, siti archeologici che poteva dire la sua in seno a tale progetto», ha sottolineato Fabrizio Belisari, direttore della Cna, «pensiamo al sito di Alba Fucens, Amplero, Angizia, Marruvium, solo per citarne alcuni, ma anche il Fucino che di per sé è un condensato di storia, tradizione e innovazione, ma anche il Cammino dei Briganti e il Cammino di San Tommaso. Insomma, altrettanti chilometri da percorrere a piedi o in bici per regalare tante altre attrazioni ai turisti. Auspichiamo che venga rivisto tale protocollo e che non vengano tagliate fuori da questa grande opportunità le centinaia di imprese e associazioni che ogni giorno lavorano sul nostro territorio per ampliare e perfezionare l’offerta turistica. Tour operator che hanno radicalmente cambiato il concetto, passando da un turismo esclusivo a inclusivo, dando la possibilità, grazie a ingenti investimenti, anche a persone con disabilità di godere delle bellezze del nostro territorio». (e.b.)
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