Esodi volontari, i vertici della 3G in azienda

1 Ottobre 2015

I lavoratori continuano a dire no, pressing della minoranza su Ranalli per un incontro con la proprietà

SULMONA. I vertici romani della 3G sono arrivati ieri in azienda per incontrare i loro colleghi sulmonesi e per parlare coi lavoratori. Dopo l’incontro qualche modulo in più sui licenziamenti volontari è stato ritirato in segreteria, anche se la proposta non sembra decollare. La stragrande maggioranza dei lavoratori della 3G, che ha avviato la mobilità per 102 di loro su 400, non gradisce la proposta dell’azienda, arrivata dopo una lunga trattativa con le parti sociali. I sindacati sono riusciti a strappare un incentivo all’esodo di sei mensilità nette, 24 mesi di naspi (indennità di disoccupazione) e il tfr, pari a circa 28mila euro per un contratto di lavoro part-time. I consiglieri di minoranza al Comune di Sulmona chiedono che la giunta Ranalli intervenga per scongiurare nuovi licenziamenti in città, così come era stato deciso nell’ordine del giorno approvato in consiglio comunale il 4 agosto scorso. «A circa due mesi dalla seduta del consiglio comunale e in una fase in cui la vicenda dei licenziamenti alla 3G è ulteriormente progredita al punto da connotarsi in termini drammatici, si deve – con rammarico – rilevare che il mandato attribuito al sindaco dal consiglio comunale non è stato compiutamente realizzato», scrivono i consiglieri Gianfranco Di Piero, Mimmo Di Benedetto, Daniele Del Monaco, Luigi La Civita, Alessandro Lucci, Alessandro Pantaleo e Luigi Santilli. «Ad eccezione di alcuni contatti con la proprietà, non è stata assunta ancora nessuna iniziativa in merito al coinvolgimento delle rappresentanze istituzionali del territorio. Al grido di dolore delle maestranze della 3G, che vedono allontanarsi sempre più la prospettiva di mantenere il rapporto di lavoro, ha fatto seguito la mancanza di interesse dei rappresentanti politici, ai quali ci appelliamo affinché prendano posizione e intervengano su una vicenda che, stando così le cose, caratterizzerà in termini ancora più gravi la paurosa crisi occupazionale che segna la città di Sulmona e il suo hinterland. Ci risulta, infine, l’assenza della Regione nell’ultimo incontro al ministero del Lavoro».

Federica Pantano

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