Esposito: obiettivo far uscire le pratiche

17 Novembre 2017

L’AQUILA. «Il nostro obiettivo è far uscire le pratiche, come stiamo facendo da 5 anni. Valuteremo il provvedimento con il governo e con i sindaci». Paolo Esposito, titolare dell’Usrc, l’ufficio...

L’AQUILA. «Il nostro obiettivo è far uscire le pratiche, come stiamo facendo da 5 anni. Valuteremo il provvedimento con il governo e con i sindaci». Paolo Esposito, titolare dell’Usrc, l’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere sismico, è pronto a rimboccarsi le maniche. «L’emendamento sulla soppressione degli uffici territoriali», dice Esposito, «va valutato e discusso nelle sedi opportune. La notizia è ancora fresca: ne ho letto i contenuti e ritengo che, se diventerà operativo dal prossimo maggio, abbiamo comunque ancora qualche mese per esaminarlo ed attuarlo». È presto, quindi, secondo Esposito, per dire se la soppressione degli uffici periferici porterà problemi: «Sappiamo da 5 anni che la ricostruzione dei comuni del cratere non è affatto facile. Ma ormai siamo abituati al lavoro duro e impegnati su un unico obiettivo: far uscire le pratiche». Sul maxi-emendamento al decreto fiscale interviene con toni duri la Cgil: il sindacato ha indetto per mercoledì prossimo un’assemblea pubblica, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, della senatrice Stefania Pezzopane, dei titolari degli uffici speciali, del coordinatore della struttura tecnica di missione, della Regione, del coordinatore dei sindaci dei Comuni del cratere, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali. «Il maxi-emendamento al decreto fiscale, che prevede lo slittamento dal 2021 al 2023 della condizione sovrannumeraria del personale Ripam assunto dal Comune dell’Aquila e dai Comuni del cratere, dove sono allocati gli 8 uffici territoriali per la ricostruzione», affermano Francesco Marrelli, segretario Fp-Cgil, e Umberto Trasatti, segretario provinciale Cgil, «rappresenta un rinvio del problema, senza assicurare dovuta stabilità contrattuale ai 200 lavoratori assunti a tempo indeterminato». Secondo la Cgil, «per la ricostruzione del cratere sismico del 2009 la norma che ha previsto l’assunzione di 200 lavoratori seppure con contratto a tempo indeterminato, ha introdotto una irragionevole disparità di trattamento in ordine all’inquadramento giuridico del personale destinato ai comuni del cratere (72 unità lavorative) e al Comune dell’Aquila (128 unità lavorative), ponendoli in una condizione di eventuale esubero a partire dal 2021».(r.s.)
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