Espropri Case, il Comune condannato a pagare di più

18 Febbraio 2020

La Corte d’Appello ha riconosciuto un prezzo maggiore a molti proprietari Le ultime sentenze riguardano Collebrincioni, Sant’Elia 1 e Cese di Preturo

L’AQUILA. Nel 2009, per realizzare i piani Case, furono espropriati tanti terreni, quasi tutti privati e alcuni anche di uso civico (per esempio quelli dell’Asbuc di Arischia che ora avrà dal Comune un corposo indennizzo). Nel tempo non tutti i cittadini interessati si sono “accontentati” della cifra stabilita dalle varie autorità che si sono occupate della questione e hanno fatto ricorso alla giustizia civile. La Corte d’Appello con diverse sentenze ha riconosciuto a molti proprietari un prezzo maggiore di quello proposto inizialmente. La gestione degli espropri dei terreni su cui realizzare le case per far fronte all’emergenza risale all’ordinanza 3898 (articolo 4) del settembre 2010 quando fu costituita la “Struttura di missione”.
Con la fine dell’emergenza, all’inizio dell’autunno del 2012, la competenza sugli espropri passò “in via ordinaria alle amministrazioni competenti” cioè ai Comuni i quali con un protocollo d’intesa del novembre 2012 proposero di istituire uno specifico ufficio centralizzato per le espropriazioni nella sede del Comune dell’Aquila. All’inizio del 2013 i sindaci affidarono l’onere della gestione delle espropriazioni ai due Uffici Speciali, quello per L’Aquila e quello per i Comuni del cratere. Alcuni cittadini hanno fatto ricorso al giudice ordinario affinché fosse rivista la stima delle indennità di esproprio. Le ultime sentenze della Corte d’Appello riguardano per esempio i progetti Case di Collebrincioni, di Sant’Elia 1, di Cese di Preturo. In quest’ultimo caso al proprietario andrà una cifra molto più remunerativa di quella prevista inizialmente. L’aumento riguarda tutte le voci: indennità di espropriazione, indennità d’occupazione, diminuzione di valore della restante proprietà non espropriata, valore del soprassuolo. E poi ci sono gli interessi maturati per il ritardo del pagamento.
I NUMERI. Come noto sono 19 le aree in cui sono stati realizzati i piani Case. Per le sole “piastre” furono occupati 220.248 metri quadrati; 1.600.000 metri quadrati è la superficie occupata comprensiva delle opere di urbanizzazione, con strade, parcheggi e aree verdi. Le opere di urbanizzazione si concretizzarono in 22 chilometri di strade, 13,7 chilometri di acquedotti, oltre 50 chilometri di condotti fognari per acque bianche e nere, 46 cabine elettriche, più di 16 chilometri di condotte per l’acqua potabile, 7 nuove centrali telefoniche, 2.000 pali di illuminazione pubblica e per il verde. Il costo totale fu di 814 milioni di euro di cui 39 milioni provenienti da donazioni e 350 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione Europea. L’Ue ha contribuito in totale per 443 milioni che furono utilizzati per il Progetto Case e per la realizzazione di altri moduli abitativi.
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