Espropri, un’altra stangata sul Comune

25 Giugno 2018

L’ente paga 205mila euro per una valutazione al ribasso su alcuni terreni. Nuovo debito fuori bilancio

L’AQUILA. Una condanna a carico del Comune, disposta in Appello, sul pagamento di circa 205mila euro per un esproprio, ha indotto l’ente a deliberare l’inserimento di questo esborso tra i debiti fuori bilancio. Si tratta, più in particolare, di un’indennità alla società “I tre moschettieri”.
In sostanza il Comune, circa 10 anni fa, approvò un piano costruttivo proposto da una società cooperativa edile nella zona di Sant’Elia. Con un decreto si decise di fare questa espropriazione, eseguita dalla stessa Coop, con una somma di 36mila euro applicando, tra l’altro, la riduzione del 40 per cento sulla scorta di una normativa del 2001.
La ditta proprietaria dei terreni si oppose alla stima dell’indennità di esproprio con un ricorso giudiziario depositato il 23 febbraio del 2015. Nel ricorso veniva contestata sia la stessa quantificazione iniziale del valore del terreno di natura edificabile, sia il fatto che il criterio di riduzione del 40 per cento era stato dichiarato incostituzionale con sentenza già nel 2007.
Poi, circa un anno fa, i giudici di Appello hanno dato ragione ai ricorrenti.
Alla fine, pur a fronte della sentenza, il rappresentante legale della ditta che ha vinto il ricorso si è dichiarato disponibile a rinunciare al pagamento degli interessi legali maturati in cambio di una liquidazione diretta a suo favore di soli 205mila euro a condizione che l’importo venisse accreditato subito. Il Comune dell’Aquila, dunque, si è dimostrato accondiscendente verso la proposta «ritenendola conveniente».
Lo stesso Comune precisa che si farà carico dell’onere finanziario «con le disponibilità che sono allocate sul capitolo 36.000,ovvero spese per contenziosi e passività pregresse del bilancio preventivo 2018». Questa delibera, inoltre, è stata inviata al consiglio comunale come prevede il regolamento dell’ente.
La decisione è stata adottata dalla Corte d’Appello che ha competenza esclusiva a giudicare su queste controversie che, all’Aquila, sono aumentate notevolmente soprattutto per le conseguenze del terremoto.
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