Espropriazioni, stangate da un milione

14 Maggio 2020

Cinque nuove sentenze ordinano al Comune di adeguare le valutazioni su terreni dei privati per realizzare Musp e Piano case

L’AQUILA. Altre stangate, da parte della Corte d’appello, per le stime conseguenti alle espropriazioni post-sisma 2009 che hanno comportato per il Comune (che poi si rivale sul ministero delle Finanze per i pagamenti) con condanne per quasi un milione e duecento mila euro.
Si tratta di aree di privati i quali non hanno valutato congrue le stime fatte dal Comune e, appunto, hanno presentato ricorso ai giudici di appello (competenti per materia) i quali, spesso, hanno adeguato gli importi.
Uno di questi casi riguarda un’indennità di espropriazione di oltre mezzo milione a favore di tre fratelli in relazione a un’area nella quale sono stati realizzati dei Musp ovvero Moduli e utilizzo scolastico in via Ficara.
Un’altra somma abbastanza consistente, poco più di 176mila euro è stata attribuita a quattro persone della stessa famiglia titolari di aree divenute edificabili nella zona di via Ficara dove sono stati realizzati dei Musp per parte del “Cotugno”, la scuola “Mariele Ventre” e una scuola materna.
Sempre per le aree di via Ficara, che evidentemente hanno più proprietari, c’è stata un’ulteriore sentenza dei giudici di appello che hanno valutato in 157mila euro i soldi destinati a tre persone della medesima famiglia per indennizzarli.
Al fine di realizzare altri Musp in via Ficara c’è stata una sentenza con una valutazione di 221mila euro per indennità devoluta a un dipendente del palazzo di giustizia che aveva il terreno. Due persone della medesima famiglia, infine, hanno ottenuto un indennizzo per 47mila euro in riferimento a un’area a Cese di Preturo utilizzata per il Progetto Case. Una parte dei soldi, in genere, viene saldata subito dal Comune ma poi arriva la sentenza che integra il “quantum”.
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