Espulso il consigliere Tuzi Alta tensione a Balsorano

Il componente d’opposizione paga il caso-scuola, per il Comune è incompatibile E in maggioranza è maretta, Forestiero si dimette in disaccordo con il sindaco
BALSORANO. Clima politico incandescente a Balsorano, dove la maggioranza capeggiata dal sindaco Antonella Buffone giudica “inadeguata” la rinuncia al ricorso al Tar del consigliere di minoranza, Giovanni Tuzi – sulla storia dell’accorpamento della scuola media col Comune di San Vincenzo Valle Roveto – e tira dritto fino a decretare la decadenza dall’incarico elettivo. A nulla sono serviti «l’atto formale di rinuncia al ricorso e la corposa memoria difensiva» illustrata nella sala consiliare dall’esponente della minoranza, con tanto di citazioni di sentenze della Cassazione e pareri del Ministero. La maggioranza, sulla base del parere del legale dell’Ente, Jacopo Angelini, ha fatto scattare il cartellino rosso. Espulsione che ha fatto emergere una spaccatura nella maggioranza, dove il consigliere Saverio Forestiero, in disaccordo sulla questione ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto subentrerà Anna Rita Montaldi, mentre sullo scranno di Tuzi siederà, sub-judice, il primo dei non eletti, Francesco Valentini. «Ciò che è successo è un fatto gravissimo», scandisce Tuzi, che affila le armi per presentare ricorso elettorale al tribunale di Avezzano, «senza precedenti. Mi hanno cacciato dal consiglio comunale per una causa di incompatibilità che non esiste, poiché nonostante il ricorso al Tar fosse legato all’esercizio della patria potestà, avevo rimosso la presunta causa d’incompatibilità dal ruolo di consigliere nei termini e nelle modalità previste dalle leggi. Evidentemente per la maggioranza del sindaco Buffone, il Ministero e la Corte suprema sono meno importanti di un parere di un legale. Con quest’atto la maggioranza ha inferto una grave ferita alla democrazia e ai cittadini di Balsorano». La storia, però, non finisce certo qui: oggi alle 11.45 tutta la minoranza scenderà in piazza Scacchi per un comizio al fulmicotone incentrato sull’espulsione del consigliere e sui primi due anni di amministrazione. Poi la vicenda della cacciata approderà in tribunale per la questione elettorale, e non solo. «Agirò in ogni sede giurisdizionale non solo per la tutela del mio inviolabile diritto a ricoprire la carica elettiva», avverte Tuzi, «cui sono stato preposto per volontà esclusiva dei cittadini, ma anche per chiedere la sanzione per ogni eventuale violazione della legalità». (m.s.)
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