Estorsione: assolti sindaco, vice e avvocato

Rivisondoli. Iarussi, Ciampaglia e Liberatore erano accusati di aver chiesto soldi per una sanatoria
RIVISONDOLI. Tutti assolti. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha stabilito che non ci sarebbe stata nessuna estorsione aggravata nel comportamento del sindaco del suo vice e dell’avvocato del Comune di Rivisondoli, i quali invece, secondo quanto emerso nel dibattimento, avrebbero fatto solo gli interessi dell’ente. Così il gup De Marco, pronunciando l’assoluzione «perché il fatto non sussiste», ha messo la parola fine a una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto il sindaco del paese Giancarlo Iarussi, il vice Roberto Ciampaglia e l’avvocato del Comune Tania Liberatore. La Procura, rappresentata in processo dal pubblico ministero Stefano Iafolla, aveva chiesto per i tre imputati, la condanna a un anno e quattro mesi.
Sindaco, vicesindaco e avvocato erano accusati di aver chiesto la somma di circa 20mila euro a quattro persone originarie di Napoli, proprietarie di una seconda casa a Rivisondoli. Uno dei quattro era stato condannato nei tre gradi di giudizio per aver realizzato una scala di accesso alla propria abitazione direttamente sulla pubblica strada comunale, in maniera del tutto abusiva e senza chiedere la necessaria autorizzazione all’ufficio tecnico del Comune. Per ottenere la sanatoria i quattro napoletani avevano denunciato, in un incontro con il sindaco e il vicesindaco (a supporto dell’accusa c’è una registrazione) che gli amministratori avrebbero preteso la somma di oltre 20 mila euro.
Gli imputati, difesi dagli avvocati Mariella Iommi, Franco Zurlo e Pietro Savastano, hanno spiegato di aver agito esclusivamente per l’interesse dell’ente, fornendo ampia documentazione al riguardo, ribadendo pure che l’incontro finalizzato alla transazione si era tenuto nell’aula consiliare del Comune e in presenza di altri amministratori. Nel corso della fase preliminari delle indagini i tre erano stati raggiunti da provvedimenti restrittivi e dall’obbligo di firma. Tutte misure cautelari annullate in sede di riesame. Ieri la sentenza di assoluzione. (c.l.)
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