Estorsione, da vittima diventa imputato

Aveva denunciato due persone ma ieri mattina davanti al giudice Billi ha fatto scena muta ed è finito lui nei guai
SULMONA. Doveva testimoniare in un processo dove figurava quale vittima di un’estorsione da parte di due conoscenti di Sulmona. Ma una volta davanti al giudice ha deciso di non rispondere alle domande del magistrato finendo lui stesso nei guai. Da vittima a imputato.
È l’assurda vicenda di Mario Albano Gizzi, 41enne di Sulmona, il quale ora rischia di finire sotto processo. Il giudice Marco Billi, ha deciso infatti, di rimettere gli atti del procedimento giudiziario alla procura affinché indaghi sul comportamento del testimone. Una udienza movimentata quella di ieri mattina in tribunale dove si discuteva di un fatto iniziato nel 2005 e andato avanti per 4 anni quando Gizzi ha preso la decisione di rivolgersi alla polizia. Una vicenda che vede coinvolte tre persone i due presunti estorsori Serafino Di Lorenzo e Luigino di Rosa e appunto la presunta vittima, Mario Albano Gizzi. Tutto è partito da una pratica di finanziamento di 7 mila euro che Gizzi aveva deciso di avviare con la Plus Valore segnalando come garante Serafino Di Lorenzo. La pratica andò in porto ma a un certo punto Gizzi sospese il pagamento delle rate. La società finanziaria decise a quel punto di rivalersi su Di Lorenzo che, suo malgrado, si ritrovò segnalato come cattivo pagatore sui registri delle banche. Una macchia che secondo Di Lorenzo andava cancellata con un ristoro di 5mila euro. Soldi che Gizzi non aveva e che quindi non poteva versare. Dopo pochi giorni Di Lorenzo tornò alla carica, questa volta abbassando la sua richiesta di denaro a 3 mila euro. Di fronte a un nuovo rifiuto, Di Lorenzo, secondo l’esposto denuncia che Gizzi fece al commissariato di Sulmona, sarebbe arrivato anche a coinvolgere i genitori di Gizzi, pretendendo da loro la restituzione del denaro, arrivando anche a minacciarli. Poi si sarebbe rivolto a un suo amico, Luigino Di Rosa coinvolgendolo nella vicenda per riuscire a ottenere i 3mila euro diventati per Di Lorenzo, il prezzo che Gizzi avrebbe dovuto pagare per mettere fine alla storia. Ieri alla prima udienza del processo Gizzi non ha voluto parlare: «Non credo più nella giustizia e preferisco stare zitto».
Claudio Lattanzio
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