Estorsione e usura, arrestato ex pugile

L’accusa: «Prestito da 200 euro, in pochi giorni interessi del 275%». De Silva: «Mi hanno truffato, posso dimostrarlo»
AVEZZANO. Arrestato per estorsione e usura dopo aver ricevuto un assegno da un giovane di Avezzano. Ai domiciliari è finito Roberto De Silva, l’ex pugile molto noto in città. Il 47enne si difende: «Sono io ad essere stato truffato, mi sono stati riconsegnati dei soldi che mi spettavano».
Diversa la ricostruzione dei carabinieri. I militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, agli ordini del luogotenente Bruno Tarantini (il suo posto da comandante di stazione è da poco passato nelle mani del luogotenente Pasquale Avella), lo hanno bloccato subito dopo la consegna del titolo di credito. La trappola è scattata dopo la denuncia della presunta vittima, uno studente universitario. I due si sono visti davanti alla scuola Vivenza e dal finestrino dell’auto c’è stato il passaggio dell’assegno. Pochi secondi dopo, la vettura di De Silva è stata bloccata dai carabinieri. L’assegno è stato sequestrato. Il provvedimento di arresto è stato disposto dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. Stando alle accuse, il 18 aprile lo studente aveva ottenuto un prestito di 200 euro. In pochi giorni il debito sarebbe lievitato, prima a 550 e poi a 750 euro. I carabinieri calcolano un tasso usurario del 275%.
«Le cose non stanno così», tiene a sottolineare De Silva, «questa fantomatica estorsione è in realtà la restituzione di 750 euro che avevo prestato a questa persona dopo la mancata vendita di un’auto di sua proprietà. Si era rivolto a mia sorella per vendere la sua macchina e così è stato mandato da me. Sono riuscito a piazzare un’auto e lui mi ha chiesto l’anticipo di una somma di denaro prima del passaggio di proprietà. Gli ho anticipato prima 550 euro chiesti alla mia compagna e successivamente altri 200. Quando dovevamo concludere la compravendita lui si è tirato indietro sostenendo di non poter consegnare la macchina al momento dell’atto. Tutto è saltato e ho richiesto il denaro. Non credo si possa fare un’estorsione con un assegno tracciabile. Inoltre, ho tutti i messaggi delle conversazioni con questa persona e che metto a disposizione degli inquirenti».
L’udienza di convalida dell’arresto è in programma oggi. (p.g.)
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