«Estraneo a questa ignobile storia» Si difende uno dei figli dell’anziano

6 Luglio 2023

L’uomo sostiene di avere interrotto da tempo i rapporti col padre e vuole riavere il corpo per seppellirlo: «Ero all’oscuro degli emolumenti pensionistici, delle operazioni bancarie e dell’intervento al femore»

ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Respinge con fermezza ogni accusa uno dei figli dell’uomo trovato morto in una grotta di Castrovalva, secondo l’ipotesi investigativa chiuso in un sacco a pelo e abbandonato, un anno fa, per poter continuare a riscuotere la pensione. E si dice pronto a richiedere indietro i resti mortali dell’anziano genitore, con il quale da tempo non intratteneva più rapporti, per poter dare una degna sepoltura nel cimitero di Trani. L’uomo ha rotto il silenzio attraverso una nota diffusa dai propri legali, gli avvocati Giancarlo Falco e Maurizio Sasso.
«Il nostro assistito, conosciuto e molto stimato dall’intera comunità in cui vive, ha appreso con profondo sconcerto, solo in occasione dell’esecuzione di attività investigativa svolta su delega della Procura di Sulmona, della scomparsa del proprio genitore, con cui ormai da diversi anni non intratteneva più rapporti personali, e neppure telefonici, per radicali divergenze familiari che l’hanno costretto ad allontanarsi dal nucleo familiare di origine», sottolineano i legali dell’uomo.
La vicenda è quella relativa al ritrovamento del corpo di Bruno Del Negro, 81 anni, ex dirigente della Asl pugliese. Corpo rimasto per quasi un anno senza nome e attorno al quale, per mesi, c’è stato autentico giallo investigativo. Fino a quando la Procura di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati i tre figli dell’uomo e la compagna di uno di loro. Accusati a vario titolo, stando a quanto accertato dai carabinieri, di soppressione di cadavere, truffa aggravata ai danni dell’Inps e indebito utilizzo della carta bancomat collegata al conto corrente dello scomparso, dal quale sarebbe stata prelevata, sempre per l’accusa, una somma che si aggira sui 65mila euro.
«Il nostro assistito è estraneo a qualsivoglia simile condotta riprovevole e il provvedimento della Procura già esclude qualsivoglia contestazione di soppressione di cadavere», sottolineano i due legali, «non intrattenendo più alcun genere di rapporto con il padre era anche all’oscuro degli emolumenti pensionistici che percepiva, delle sue operazioni bancarie e finanche dell’intervento al femore a cui era stato sottoposto a dicembre 2021. Ci adopereremo immediatamente per ristabilire la verità dei fatti secondo il quadro già definito dalla Procura per tutelare la dignità personale e l’integrità morale del nostro assistito, ingiustamente coinvolto in una ipotesi delittuosa ignobile. Saranno gli inquirenti a fare chiarezza sugli aspetti non ancora risolti e in tal senso riponiamo massima fiducia e assicuriamo ampia collaborazione per il prosieguo delle indagini. In questa drammatica vicenda, il nostro assistito ha manifesto l’intenzione di recuperare la salma del defunto padre per assicurargli degna sepoltura nel cimitero di Trani».
Salma che si trova nel camposanto di Anversa degli Abruzzi, con una croce senza nome.