Esuberi alla Selex, Fiom in campo

19 Aprile 2015

Il sindacalista Fegatelli: «Nessun impegno sull’Aquila nonostante i finanziamenti post-sisma»

L’AQUILA. Esuberi alla Selex dell’Aquila, nonostante l’azienda abbia ricevuto importanti finanziamenti pubblici dal Cipe nell’ambito dei fondi post-sisma.

Lo sottolinea la Fiom, facendo riferimento al coordinamento nazionale che si è tenuto a Roma, dove è stata confermata, per il sito aquilano, un’eccedenza strutturale, per il prossimo biennio, di 6 unità, di cui 2 da gestire con la mobilità e le altre 4 con la legge Fornero.

«Si parla di 6 esuberi per lo stabilimento di Pile», sottolinea il segretario Fiom Alfredo Fegatelli, «e mentre l’azienda ha annunciato l’intenzione di onorare il piano di assunzioni previsto per 300 unità, nessun impegno in tal senso viene assunto all’Aquila, nonostante la Selex-Es, di cui è capogruppo Finmeccanica, sia destinataria di importanti finanziamenti derivanti dal post-terremoto».

Intanto la Fiom torna a chiedere un incontro urgente in prefettura dedicato all’ex Otefal di Bazzano, acquisita durante la quinta asta dalla Framiva Metalli di Varese: «Il prefetto Francesco Alecci», spiega Fegatelli, «in seguito alle nostre sollecitazioni ha chiesto chiarimenti al giudice Roberto Ferrari, che segue la procedura fallimentare dell’ex Otefal. La risposta del giudice ha purtroppo confermato i nostri timori: lo stabilimento è stato rilevato dalla Framiva, al prezzo di 8,7 milioni, ma nessuno degli offerenti ha formalizzato alcuna proposta di assunzione nominativa e giuridicamente vincolante. Vale a dire che non c’è nessun obbligo, per la nuova proprietà, a ricollocare i 170 lavoratori che sono in mobilità da giugno. Una circostanza», conclude Fegatelli, «che ci spinge a chiedere la convocazione del tavolo istituzionale, per individuare soluzioni in grado di tutelare il personale».

Romana Scopano

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