Eternit, 31 multe e capannoni nel mirino

5 Maggio 2020

Le sanzioni possono arrivare fino a seimila euro. La polizia locale sta effettuando controlli su altre 25 vecchie strutture

AVEZZANO. Città liberata dall’amianto e sanzioni a raffica della polizia locale per alcune decine di proprietari di capannoni con le coperture in eternit “sordi” alle richieste di avviare le procedure per la verifica di quei materiali pericolosi per la salute pubblica.
Scaduti i termini, il reparto edilizia, ambiente e territorio guidato dal capitano Adriano Fedele, ha fatto scattare 31 verbali, con importi variabili tra i 1.721 e i 6.025 euro, recapitati a 20 persone. Alcuni proprietari dei vecchi capannoni finiti all’attenzione della polizia locale, infatti, hanno ricevuto sanzioni multiple. I controlli sulle coperture in amianto, però, sono tutt’altro che conclusi. Il meticoloso lavoro d’indagine del reparto, potenziato dal comandante Luca Montanari, ha portato all’individuazione di altri 25 capannoni coperti con le lastre di eternit (oltre 10 mila metri quadrati). Da qui l’invito ai proprietari ad attivare le procedure per l’analisi delle coperture tese ad accertare la presenza di amianto e a valutare il rischio per la salute pubblica.
Si allunga, quindi, la serie di interventi del reparto edilizia, ambiente e territorio per liberare, finalmente, la città e le periferie da quei materiali messi al bando nel 1992. L’Italia è stato infatti il primo paese in Europa a dichiarare l’amianto fuori legge e a mettere in agenda lo stop alla commercializzazione e alle importazioni entro il 28 aprile 1994. Ma le vecchie coperture di tanti capannoni sono rimaste lì per decenni anche per gli elevati costi di smaltimento.
Negli ultimi anni, comunque, l’azione della polizia locale ha portato all’individuazione di decine e decine di capannoni con coperture in eternit, spesso in decomposizione, quindi ancor più pericoloso per la salute pubblica. In più occasioni il Comune ha fatto scattare le ordinanze per smantellare quelle coperture. L’ultima impugnata dalla S.G. Imballaggi “per un errore materiale” è stata respinta dal Tar. Per i giudici amministrativi l’ordinanza contestata «riporta in modo dettagliato gli accertamenti della polizia locale che hanno portato a individuare la presenza della copertura in eternit sul fabbricato, l’indicazione dei dati identificativi, nonché i verbali di accertamento della violazione amministrativa che hanno preceduto l’ordinanza e il riferimento alla relazione tecnica della Ecopoint Engineering incaricata dalla proprietà di valutare il rischio di esposizione alle fibre di amianto dove si può evincere la tipologia della copertura in eternit». E il responso, sottolineano i giudici, evidenziava «...la necessità della rimozione entro 12 mesi perché contenente amianto del tipo crisolito e crocidolite, risultato danneggiato». Quell’eternit va quindi rimosso.
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