Europa Risorse respinge le accuse di truffa
«Abbiamo sempre agito in base alle indicazioni della Struttura per la gestione dell’emergenza»
L’AQUILA. Da Marino Varengo, dell’Ufficio stampa Europa Risorse Sgr, riceviamo e pubblichiamo: «A completamento della cronaca resa nell’articolo “Affitti concordati, due a processo” del 20 luglio scorso che riporta il rinvio a giudizio per falso e truffa in relazione a eventi della ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, Antonio Napoleone e Fabrizio Antonini, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale di Europa Risorse Sgr all’epoca dei fatti contestati, intendono riaffermare la loro totale estraneità e respingono ogni accusa».
«L’assegnazione degli alloggi alle vittime del terremoto non fu decisa da Europa Risorse Sgr, ma dalla Struttura di Gestione dell’Emergenza (Sge) composta da funzionari del Commissario per la ricostruzione, della Protezione Civile, del Comune dell’Aquila e della Guardia di Finanza. Era infatti la Sge che verificava se i richiedenti avessero i requisiti e provvedeva a individuare l’abitazione dove collocarli. Europa Risorse non operava autonomamente, ma si limitava a eseguire le direttive impartite dalla Protezione civile e dalle altre istituzioni coinvolte le quali, a seconda dei vari casi concreti, stabilivano identità e numero di occupanti di ogni alloggio».
«Fu la stessa Sge a prendere la decisione di derogare ai rapporti di aerazione e illuminazione degli immobili e destinare a uso abitativo anche le soffitte, le mansarde e i locali di sgombero. Erano momenti di grande emergenza e solo in questo modo si è potuto trovare un tetto per un numero maggiore di sfollati. Le planimetrie non furono falsificate. Dal momento che vi era la necessità pratica di descrivere gli spazi riadattati, ai contratti si allegarono le fotocopie delle planimetrie, dalle quali furono rimosse le indicazioni non più rispondenti alla diversa destinazione dei locali come disposta in via di emergenza».
«Le accuse derivano così da una ricostruzione dei fatti fuorviante perché basata su indagini ancora necessariamente sommarie (non sono stati sentiti nella fase istruttoria né i tecnici comunali, né gli esponenti della Sge che curarono l’assegnazione degli alloggi). Al di là degli aspetti processuali, dispiace vedere come un tentativo serio e generoso di far fronte alla tragica emergenza del terremoto possa essere ridotto a un piccolo tentativo di truffa dai contorni sfocati».

