Euroservizi, lavoratori senza 43 stipendi

L’Ugl invoca il rispetto degli impegni e critica l’ex liquidatore Piccinini: solo promesse non mantenute
L’AQUILA . I nove lavorati della Euroservizi restano senza stipendi, con 43 buste paga arretrate, e nonostante la rassicurazioni attendono ancora di essere assorbiti da Abruzzo Engineering. Una situazione inaccettabile, per l’Ugl provinciale guidata da Roberto Bussolotti: il sindacato annuncia di aver presentato «un dettagliato esposto a ispettorato del lavoro, Inps e Agenzia delle entrate territorialmente competenti, auspicando un celere intervento che possa accertare le relative responsabilità». Secondo la segreteria Ugl, «il percorso del trasferimento ha subìto un brusco arresto e la società è alla deriva, con un debito che si attesta a poco meno di 2 milioni di euro».
Sotto accusa, l’ex assessore comunale e attuale amministratore della Gsa Alessandro Piccinini, che si è dimesso dall’incarico di commissario liquidatore della società, e con lui altri rappresentanti del centrodestra, definiti i “Varenne” della politica regionale e provinciale, che in più occasioni avevano rassicurato sulla soluzione della vertenza. Per quanto riguarda Piccinini, «sarebbero auspicabili», scrive la segreteria Ugl, «delle scuse da parte sua verso i lavoratori per aver fatto perdere loro oltre un anno e mezzo e sarebbe opportuno che rivelasse, pur considerando i suoi molteplici impegni, l’effettiva verità sulle dimissioni». L’Ugl ricorda che si tratta «di lavoratori senza retribuzione, con 43 buste paga arretrate che si attestano, per alcuni, a cifre anche superiori agli 80/90mila euro. Nell’assemblea aperta dei soci, convocata e svolta il 2 febbraio dall’avvocato Piccinini alla presenza del presidente della Provincia Angelo Caruso, è emerso un quadro ancor più inquietante in merito al trattamento obbligatorio dei lavoratori: infatti non risulterebbe esserci neanche il Tfr che i dipendenti hanno “lasciato” in azienda e maturato nel tempo».
Altra considerazione, «quella del capitale sociale di Euroservizi», aggiunge il sindacato, «partito da 516mila euro e che è stato completamente eroso. Ad oggi il debito si assesterebbe a poco meno di due milioni di euro. E ogni mese aumenta. Chi doveva e deve controllare tali questioni e adempimenti? La misura è colma».
Sarebbero venuti meno anche «alcuni trattamenti previsti dalla legge, come contributi obbligatori e assegni familiari, che sono propri dei lavoratori, con un possibile danno erariale che ogni mese incrementerebbe notevolmente: basti pensare», sottolinea l'Ugl, «che durante il periodo del liquidatore Piccinini si sarebbe accumulato circa un milione di euro». La conclusione non può essere che amara: «Alla fine dei giochi gli unici sconfitti, da qualunque punto di vista, restano i lavoratori», afferma l’Ugl, «che non vedono all’orizzonte alcuno spiraglio ed il totale disinteressamento da parte di chi si è fatto baluardo della salvezza dei posti di lavoro». (r.s.)
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