Euroservizi, spetta alla Provincia pagare gli arretrati ai dipendenti

L’AQUILA. Nel novembre del 2021, con la cosiddetta legge regionale “Liris” dal nome dell’allora assessore al Bilancio e oggi senatore Guido Liris, 9 dipendenti della società Euroservizi, controllata...
L’AQUILA. Nel novembre del 2021, con la cosiddetta legge regionale “Liris” dal nome dell’allora assessore al Bilancio e oggi senatore Guido Liris, 9 dipendenti della società Euroservizi, controllata dalla Provincia e oggi in liquidazione, passarono ad Abruzzo Engineering. Quei lavoratori però vantano degli arretrati cospicui per il periodo fra il 2016 e il 2021 in cui di stipendi ne hanno visti pochi. Il problema che si è posto è: quei soldi arretrati chi li deve tirare fuori, Abruzzo Engineering (e quindi la Regione) che ha oggi in carico i lavoratori o la Provincia? La questione è finita davanti al Tar che ha stabilito che la Regione nulla deve prima del novembre 2021 quando ha riassorbito i lavoratori. Il ricorso era stato presentato dalla Provincia che chiedeva il rispetto di un accordo tra i due enti che risale al 2016 stipulato sulla base della norma che abolendo (sulla carta) le Province trasferiva alla Regione molte competenze tra cui formazione professionale, risorse idriche e di difesa del suolo, agricoltura. Materie di cui si occupava Euroservizi (società che fu di fatto soppressa anche in base alla legge Madia che ridusse il numero delle partecipate togliendo di mezzo le più “piccole”). Nel ricorso la Provincia si appellava al presunto inadempimento della Regione «rispetto all’accordo relativo al trasferimento di alcune funzioni sottoscritto tra Regione e Provincia” nel 2016, accordo che prevedeva anche «il trasferimento effettivo delle quote di partecipazione della Euroservizi dalla Provincia alla Regione». Accordo mai diventato operativo. Per il Tar «le società o altri enti partecipati che risultano in fase di scioglimento o in liquidazione al momento del trasferimento della funzione o per i quali sussistano tali presupposti non sono soggetti al subentro dell’ente cui la funzione è trasferita». Quindi «non c’è inadempimento in capo alla Regione atteso che i bilanci della Euroservizi evidenziavano una tendenziale riduzione dell’utile di esercizio nel periodo 2012-2015 fino ad arrivare a una cospicua perdita al 31.12.2016, pari a 120.168 euro. La perdita di esercizio della società, costituendo il presupposto normativo per lo scioglimento o la messa in liquidazione, precludeva e preclude tuttora il trasferimento della partecipazione societaria. La legittimità dell’operato della Regione la esula da responsabilità risarcitorie e, conseguentemente, va respinta la domanda di risarcimento danni». Dunque sul passato di Euroservizi, nel caso, deve rispondere la Provincia.

