Evadono imposte per un milione con il finto villaggio delle vacanze

Un progetto solo sulla carta per uno scambio di fatture, denunciati un 35enne di Sulmona e il complice La Finanza mette i sigilli a dodici fabbricati (anche una villa con piscina), sei terreni e conti correnti
SULMONA. Un mega progetto per la realizzazione di un avveniristico villaggio turistico da realizzare a Sulmona. In realtà era solo un escamotage per potersi scambiare fatture e mettere in atto altre operazioni finanziarie in modo tale da compensare e quindi non versare l’Iva all’erario. Un sodalizio, secondo le accuse, finalizzato all’evasione fiscale e messo su da due persone, un giovane imprenditore di Sulmona di 35 anni e un altro originario di Roma.
Al termine delle attività coordinate dal procuratore Giuseppe Bellelli, le Fiamme gialle hanno dato esecuzione a un sequestro preventivo di conti correnti e beni immobili per un totale di circa 1 milione.
Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Sulmona da eseguire anche nella forma “per equivalente”, ha portato al sequestro del corrispondente importo in disponibilità finanziarie dei due imprenditori, più specificamente, di 12 fabbricati e 6 terreni tra Sulmona e Roma. In particolare, a Sulmona sono stati sequestrati un capannone alla periferia della città e alcuni terreni. Mentre nella capitale i finanzieri hanno messo i sigilli a una villa con piscina e ad altre proprietà. Inoltre, sono stati bloccati i conti correnti riferibili alle due persone che risultato attualmente indagate.
La complessa attività ha preso il via da una normale verifica fiscale, che si è giovata delle risultanze emerse da moderne strumentazioni tecnologiche ed ha consentito di individuare un sistema di evasione e frode realizzato mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, la cui imposta detraibile, anziché essere versata all’erario veniva utilizzata “a compensazione” in modo tale da non pagare le tasse e imposte che i due imprenditori avrebbero dovuto altrimenti, versare all’erario. I conseguenti sviluppi investigativi, avvalorati dal ricorso alle indagini finanziarie e da mirati approfondimenti presso vari istituti di credito, hanno dimostrato «la fittizietà delle operazioni intercorse fra la ditta sottoposta a verifica fiscale e un’altra società che forniva prestazioni e servizi».
Tutte operazioni propedeutiche alla realizzazione di un avveniristico villaggio turistico a Sulmona del valore di 70 milioni di euro.
Un progetto che nelle intenzioni dei due imprenditori avrebbe dovuto favorire lo sviluppo economico e turistico del Centro Abruzzo ma che in realtà era solo una invenzione sulla carta, svanita poi nel nulla, che ha però prodotto al sodalizio messo su dai due imprenditori, favorevoli agevolazioni fiscali connesse alla detrazione dell’Iva.
I beni sottoposti a sequestro, sono considerati dalla guardia di finanza, «profitto del reato» tributario commesso e potranno successivamente essere acquisiti in via definitiva al patrimonio dello Stato attraverso l’istituto della confisca. Ma tutto questo accadrà solo nell’evenienza che l’inchiesta culmini con un processo, al termine del quale i due imprenditori dovessero risultare colpevoli dei reati che gli vengono contestati. Insomma al momento si tratta solo di un sequestro cautelativo che sarà attuato solo dopo il terzo grado di giudizio.
Entrambi gli amministratori delle due società, la prima emittente e la seconda utilizzatrice delle fatture false, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato.
«Il recente servizio», spiega la comandante della compagnia di Sulmona, Arianna Siracusa, «conferma il costante, continuo ed incisivo impegno della Guardia di finanza a tutela del mercato e volto a contrastare i fenomeni illeciti e di distorsione che alterano l’equilibrio del mercato a garanzia degli imprenditori e dei cittadini onesti che operano nell’osservanza delle regole e nel pieno rispetto della legalità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

