«Eventi saltati, e ora chi mi paga i danni?»

2 Settembre 2016

Imprenditore accusa Cialente per l’annullamento degli spettacoli, e la lettera finisce su Facebook

L’AQUILA. Chiarimenti in merito alla scelta di cancellare gli eventi della Perdonanza e del Festival del Jazz. La missiva, inviata dalla ditta “Primo Piano”, che gestisce il ristorante “Il Guastatore” e l’hotel Centrale, ha fatto saltare dalla sedia il sindaco Massimo Cialente. Tanto che il primo cittadino ha deciso di pubblicare la lettera sulla sua pagina Facebook, lasciando “ai posteri l’ardua sentenza”. E immediatamente si è scatenata la bagarre mediatica. La vicenda è quella, nota, dell’annullamento di tutte le manifestazioni in seguito al terremoto.

Nella lettera, datata 26 agosto e protocollata in Comune il 30 agosto, il legale rappresentante della ditta Primo Piano, Davide Di Stefano, chiede al sindaco delucidazioni, in considerazione del fatto che «tale annullamento improvviso e non concordato con i rappresentanti delle attività commerciali e ricettive, ha comportato un grave nocumento di natura patrimoniale, soprattutto in merito alle disdette che la società ha ricevuto da parte degli avventori che anzitempo avevano prenotato l’alloggio o la ristorazione proprio in concomitanza delle manifestazioni. Vieppiù che la società Primo Piano», si legge ancora nella lettera, «in coincidenza delle prenotazioni, ha altresì affrontato ulteriori oneri e spese per quanto riguarda l’approvvigionamento delle vivande e bevande e per l’assunzione del personale, questo per meglio garantire efficienza nel servizio che tale struttura offre quotidianamente alla cittadinanza dell’Aquila».

Il sindaco Cialente ha reso pubblica la missiva. «Nel nome della trasparenza», dice Cialente, «ho deciso di pubblicarla, senza rispondere. I commenti li lascio ai miei cittadini. Questa è l’aquilanità che borbotta». E i commenti, sul social network, sono piovuti a catinelle. In tanti hanno dato ragione al sindaco, sottolineando il momento di lutto e la vicinanza ai fratelli terremotati. Ma c’è anche chi non ha condiviso la “messa alla berlina” di imprenditori e attività commerciali: «D’accordo con lei nella sostanza», scrive al sindaco un cittadino, «non nella forma. Pubblicando nome e cognome creerà non pochi problemi all’attività commerciale. Deprecabile se non imbarazzante l’atteggiamento morale del ristoratore, ma questo è un altro discorso. Poteva pubblicare oscurando i dati». Secondo altri, pur ritenendolo giusto, l’annullamento delle manifestazioni non doveva essere calato dall’alto. E ancora: «Non conosco le persone in questione», posta un altro fruitore di Facebook, «ma credo che questo sia uno sfogo di uno dei commercianti aquilani che sta cercando di rimettersi in piedi dopo il terremoto. Vorrei ricordare a tutti che le città non sono fatte solo di case, ma anche di attività che tengono in piedi l’economia della città stessa». Il Centro ha cercato di contattare il titolare della ditta, per riportare la sua posizione, ma senza successo.(r.s.)

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