Ex Arssa, autorizzazioni in attesa e ritardi nell’avvio dei lavori

Uno degli interventi principali in città è al palo per la mancanza dei permessi per aprire il cantiere La mega opera da 3,5 milioni prevede la ristrutturazione del palazzo del Principe e dei due granai
AVEZZANO. Ritardi nell’avvio dei lavori di restyling del complesso ex Arssa di Avezzano, uno dei cantieri più attesi dalla città. Le opere più volte annunciate sarebbero dovute già iniziare. Per questo la Settimana marsicana, in programma ad agosto, quest’anno non si terrà al Parco Arssa, ma a piazza Risorgimento. Le lungaggini sarebbero imputabili alla mancanza di alcune autorizzazioni necessarie per il via libera ai lavori. Il mega intervento da 3, 5 milioni di euro riguarda il recupero e la valorizzazione dei “pezzi pregiati”, ovvero il palazzo del Principe e i due granai. Il complesso è di proprietà della Regione, mentre l’ente appaltante dell’intervento, finanziato coi fondi Masterplan, è il Comune che ha in concessione alcune strutture. Nell’ultimo periodo tra Regione e Comune i rapporti non sono idilliaci, visto che ci sono tensioni politiche esplose in seguito al caso del maxifinanziamento per l'invaso dell'acqua nel Fucino e accentuate da una serie di botta e risposta tra amministratori dei due enti.
il progetto
Il progetto prevede il rifacimento del tetto del palazzo, la realizzazione del Museo archelogico del Fucino nel primo granaio e il trasferimento dell’Archivio di Stato nel secondo, oltre alla riqualificazione dei viali, delle aree verdi e dell’illuminazione. Secondo il cronoprogramma la conclusione dei lavori è attesa entro il 2023, con tempi di realizzazione fissati in 570 giorni. L’intervento verrà eseguito dal consorzio Conart Scarl di Artena (Roma). Per le parti più pregiate, quindi, si profila un intervento di riqualificazione sulla scia di quello già realizzato per il Casino di caccia: la struttura in legno è tornata agli antichi splendori ad aprile 2017 grazie ad un finanziamento dell’Ance.
LAVORI ATTESI
Nella primavera del 2017 il Comune diede il via alla gara per la progettazione, con finanziamenti che derivavano da fondi Cipe, poi confluiti nel Masterplan della giunta D’Alfonso. Ad aggiudicarsi i lavori è stato il consorzio Conart Scarl che ha vinto la gara d’appalto con un ribasso d’asta del 24,893%: “un tesoretto” di quasi 800 mila euro che torneranno in Regione, ma che è nelle intenzioni dell’amministrazione voler riutilizzare almeno in parte. Dai 3.681.379 euro del progetto esecutivo si è arrivati, infatti, a 2.823.798 euro a seguito della gara d’appalto con il Municipio che punta a utilizzare le economie tornate all’Ente proprietario per il completamento degli arredi dell’archivio.
VERSO IL PARCO URBANO
La riqualificazione del complesso ex Arssa potrebbe segnare un importante passo in avanti verso la nuova scommessa di dar vita al parco urbano più grande d’Abruzzo attraverso un progetto di interconnessione del complesso e con piazza Torlonia, l’ex Omni, il castello Orsini e la Collegiata di San Bartolomeo.
LA STORIA
Il complesso Torlonia fu la storica residenza della famiglia da cui prende il nome. Dell’edificio ottocentesco non rimangono che fotografie d’epoca. Il terremoto del 1915 lo rase quasi totalmente al suolo e gli interventi di ricostruzione degli anni Venti non tennero particolarmente conto del modello originario. Ricostruito per volontà di Giovanni e Carlo Torlonia, il nuovo palazzo a due piani venne inaugurato nel 1925. Fino al 2011 l’immobile è stato sede degli uffici dell’Ente Fucino. Oggi di proprietà della Regione il palazzo di vetro ospita alcuni uffici regionali e comunali e il consorzio di bonifica. Mentre nell’edificio storico di palazzo Torlonia hanno sede l’Archivio di Stato di Avezzano e il centro studi marsicani Ugo Maria Palanza.

