Ex Arssa, la Regione chiude il parco e scoppia la polemica

Il Comune lancia accuse e arriva una soluzione provvisoria Il presidente Di Pangrazio: si velocizzi l’iter per il Masterplan
AVEZZANO. Salta il passaggio di consegne dalla Regione Abruzzo al Comune di Avezzano del complesso ex Arssa: l’ora X, che doveva essere di festa per il nuovo corso all’insegna del rilancio di quel pezzo di storia destinatario dei fondi Masterplan, finisce in scontro aperto. I due Enti, complice anche la storia del trasferimento della polizia locale nell’ala est della struttura, stoppato dalla Regione, non si risparmiano frecciate. Ma che cos’è accaduto? Mercoledì 2 maggio i dirigenti del Comune, Claudio Paciotti e Francesco Di Stefano, sulla base della delibera di giunta regionale del marzo 2018, che per il Comune avrebbe fatto «venir meno» l’intesa siglata nel 2015, comunicano alla Regione che, non avendo disponibilità della «cosa locata» riconsegnano le «chiavi». Immediata la risposta della collega in Regione, Eliana Marcantonio, che annuncia la chiusura del complesso in attesa della decisione del consiglio regionale sulla proroga della gestione. Fin qui i tecnici.
Ieri mattina il sindaco ha puntato il dito contro l’Emiciclo. «La Regione», ha accusato Gabriele De Angelis, «ha deciso di chiudere il complesso Arssa, dove non possono essere più autorizzate iniziative ed eventi culturali, condannando la struttura a un rapido e inarrestabile degrado a causa della mancata pronuncia di Giuseppe Di Pangrazio sulla richiesta di mantenere la gestione provvisoria fino al completamento del Masterplan in capo alla Regione». Poi il primo cittadino ha riportato le lancette dell’orologio al 26 marzo, quando la giunta (delibera 174) «modificò unilateralmente gli accordi Comune-Regione nel 2015. Quell’atto, inatteso quanto irrituale», ha aggiunto, «ha reso insostenibile, in primis sul piano economico, la presa in carico del complesso, il cui costo di gestione ammonta a 200mila euro l’anno».
L’attacco ha centrato il bersaglio almeno sulla proroga. Poche ore dopo l’accisa di De Angelis è arrivata la replica del presidente Di Pangrazio. L’Ufficio di presidenza del consiglio regionale ha ripreso in carico Palazzo Torlonia, stanziando 15mila euro per la gestione provvisoria fino all’avvio del Masterplan, e ha approva il regolamento per la concessione in atto. «L’Ufficio di presidenza», ha detto Di Pangrazio, «ha voluto confermare il progetto di fare del Palazzo Torlonia e dei giardini un polo civico e culturale di riferimento per Avezzano, la Marsica e Abruzzo, evitando la trasformazione impropria in normali uffici amministrativi prevista dal Comune, per farne un polo attrattivo per il mondo associativo e della cultura. Il Comune velocizzi l’iter per l’avvio dei lavori del Masterplan». E De Angelis? Si è detto soddisfatto per aver smosso Di Pangrazio, ma in attesa di vedere i contenuti della deliberazione ha mosso critiche sull’esiguità della somma stanziata per la gestione dell’ex Arssa. «Per evitare equivoci rispetto agli oneri di competenza del Comune sul Masterplan», ha chiosato De Angelis, «preciso che l’amministrazione ha già provveduto ad affidare la progettazione dei lavori e attende fiduciosamente che sia la Regione ad attivarsi con altrettanta tempestività».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

