Ex De Amicis, lavori di nuovo bloccati

9 Giugno 2019

Lo ha deciso il Provveditorato alle opere pubbliche dopo una sentenza del Tar. Altro ricorso al Consiglio di Stato

L’AQUILA. Come in un ping pong giocato contro un muro, i lavori di recupero della scuola De Amicis rimbalzano tra le stanze della giustizia amministrativa. Dopo l’accoglimento da parte del Tar, lo scorso 27 maggio, del ricorso della ditta Mgm Construction contro Mit, Provveditorato alle Opere pubbliche e nuova ditta affidataria dei lavori (il Consorzio Stabile Sei), giovedì scorso il Provveditorato ha sospeso i lavori del cantiere di piazza San Bernardino appena cominciati e si prepara a presentare ricorso al Consiglio di Stato. È un’eterna diatriba a suon di carte bollate quella che blocca il recupero di un palazzo diventato simbolo dell’anomalia dei continui ricorsi al Tar, che troppo spesso fermano la ricostruzione pubblica all’Aquila. Il palazzo della scuola De Amicis resterà, dunque, ancora a lungo nascosto nel reticolo nero dei tubi “Innocenti”, in barba ai princìpi d’interesse pubblico che vorrebbero in primo piano l’esigenza di recuperare un edificio edificato tra il 1200 e il 1400 che rischia di deteriorare ogni anno di più, in pieno centro storico, destinatario di 15 milioni di risorse statali oltre ai fondi raccolti dalle cantanti Laura Pausini, Giorgia, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini ed Elisa. Si riparte, dunque, dalla sentenza di fine maggio con cui il Tar dà ragione al nuovo ricorso presentato dalla Mgm dopo che il Consiglio di Stato, un anno fa, aveva definitivamente accolto quello del Provveditorato dando il via alla fase concreta di avvio del cantiere. Con il recente pronunciamento il Tar va in direzione opposta rispetto al decreto con cui il Consiglio di Stato ribadiva che «la controversia sarebbe devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario» e buttano ancora una volta la palla nel campo della giustizia amministrativa, puntando a far indire una nuova gara con allungamento dei tempi di ricostruzione. È ancora lontana dunque dall’essere scritta l’ultima puntata di una storia partita nel 2012 con la procedura a evidenza pubblica e la sua aggiudicazione alla Mgm nel 2013, che firmò il contratto nel 2015, poi sciolto per perdita dei requisiti Soa, dunque lo scorrimento della graduatoria delle imprese partecipanti e la scelta finale del Consorzio Stabile Sei. Fu proprio l’Anac che, specificò alla stazione appaltante la libertà di decidere se far scorrere la graduatoria delle imprese che parteciparono alla gara, o ricominciare daccapo. Nel nome del preminente interesse pubblico il Provveditorato scelse la via più veloce dello scorrimento della graduatoria, contro cui si appella Mgm. E ora appare una beffa l’inaugurazione, nell’ottobre scorso, della consegna del cantiere alla nuova ditta, con il sindaco Pierluigi Biondi, e alla presenza dei vertici del Provveditorato.
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