Ex ferrovia delle industrie C’è un piano per il rilancio

3 Giugno 2018

Il sindaco De Angelis: «Aziende pronte a utilizzare i binari per trasportare merci» Il proprietario Piccone: «Subito un confronto o vendo i terreni e smantello tutto»

AVEZZANO. Timidi segnali di risveglio per l’area industriale di Avezzano e il sindaco Gabriele De Angelis punta alla riapertura della ferrovia dell’ex zuccherificio. Fanno ben sperare il ritorno all’attività delle aziende Cartiera Burgo e Presafer (quest’ultima nelle mani dell’imprenditore Celi), le richieste di adeguamento delle norme per l’accesso al sito industriale dei nuovi modelli di aziende, presenze come il centro smistamento merci della Todini e il prossimo arrivo del centro logistico e smistamento prodotti orticoli dell’Opoa Marsia. Il sindaco è pronto a scommettere sul ritorno in attività di quel pezzo di storia che, all’inizio del 900, segnò la rinascita del territorio.
«Ci sono vecchie e nuove aziende interessate a servirsi della ferrovia», afferma De Angelis, «credo che la linea ferroviaria dell’ex zuccherificio possa segnare un nuovo inizio per il rilancio del nucleo industriale e lo sviluppo di Avezzano e della Marsica».
L’interesse di alcune aziende al riuso della ferrovia, che potrebbe fermare l’operazione smantellamento e vendita dei terreni messa in cantiere dall’imprenditore Ermanno Piccone, della società Rivalutazione Trara, è venuto alla luce in Comune nel corso di un incontro con le associazioni ambientaliste. «Alcuni imprenditori», sottolinea De Angelis, «hanno manifestato interesse a usare la ferrovia per il trasporto delle merci».
Strada praticabile per il proprietario della ferrovia, un tracciato di oltre quattro chilometri che collega la stazione con il nucleo industriale, avviata verso lo smantellamento con vendita di ferro e terreni: circa 33mila metri quadrati. L’operazione scattata un paio di anni fa, quando Piccone recintò anche le aree di sua proprietà, scatenò le proteste dei tanti abitanti sfiorati dalla linea ferroviaria a scartamento ridotto, e diede il là a un tentativo di accordo con la passata amministrazione, ma la trattativa si arenò sulla questione economica: Piccone voleva due milioni 800 mila euro, il Comune di Avezzano non andò oltre i 300mila euro. Ora la questione dell’ex ferrovia rifà capolino in città. «Se l’amministrazione comunale è interessata», afferma Ermanno Piccone, «sono pronto a discutere, però senza perdere ulteriore tempo. L’ex sindaco aveva manifestato interesse, il Comune aveva chiesto una valutazione dei terreni all’Agenzia delle entrate, poi l’amministrazione comunale è cambiata e tutto è rimasto fermo». Ma non l’imprenditore Piccone che ha spezzettato il bene in oltre cento lotti e bussato alla porta dei residenti confinanti proponendo l’acquisto delle aree. E qualcuno si sarebbe già fatto avanti per acquistare i piccoli lotti e far sparire le recinzioni che creano problemi di accesso alle abitazioni. «Ho già fatto i primi tre contratti preliminari per la vendita ai confinanti», conclude Piccone, «altri si stanno facendo avanti. Entro qualche settimana, se non ci saranno novità dal Comune, avvierò lo smantellamento dei binari. Spero non ci si arrivi, poiché scomparirebbe un importante pezzo di storia del territorio, quello che ha fatto segnare un lungo periodo di crescita economica».
Le ultime industrie a usare la ferrovia sono state la Burgo, la Presider e la Santa Croce, oltre a piccole aziende, anche del Fucino, per le spedizioni delle merci. Poi le crisi industriali hanno portato alla chiusura anche della ferrovia. Ora il sindaco è pronto a scommettere su un nuovo inizio.
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