Ex fornace, partiti i lavori di demolizione

MONTEREALE. Parecchi anni fa c'era un progetto per installre, nel sito ormai dismesso della ex fornace a Piedicolle di Montereale, un inceneritore. Fra qualche mese, invece, in quello stesso luogo...
MONTEREALE. Parecchi anni fa c'era un progetto per installre, nel sito ormai dismesso della ex fornace a Piedicolle di Montereale, un inceneritore. Fra qualche mese, invece, in quello stesso luogo nascerà un sito per la produzione di pannelli isolanti ecocompatibili. Sarà un centro che unirà tecnologie moderne e tradizione, visto che per i pannelli isolanti verrà usata una pianta antichissima, la canapa, che sta tornando a essere coltivata proprio per le sue straordinarie caratteristiche. Lunedì sono iniziati i lavori di demolizione di una parte della ex fornace. Rimarranno in piedi solo due strutture in ferro che saranno utilizzate per la nuova attività. Nel resto dell'area di quasi 20 ettari che arriva fino al laghetto davanti alla chiesa della Madonna in Pantanis verrà creato un bioparco, mentre sul lato della strada per Capitignano saranno realizzate due strutture per uffici e servizi turistici. È prevista an che l’assunzione di circa 25 persone. Il complesso era stato rilevato nel 2016 dalla Mmax Bet Srl, di Roma che ha affidato le demolizioni all'impresa Marcost Srl, del gruppo Marronaro, mentre progettazione, direzione dei lavori e sicurezza sono affidati alla società di Ingegneria LA F Srl. Al taglio del nastro c'era l'amministratrice unica della Mmax Bet srl Caterina De Bernardinis. Insieme a lei anche sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. «La soluzione del problema della fornace era nel mio programma di mandato», ha spiegato il primo cittadino, «abbiamo trovato nella signora Caterina una persona che ha voluto investire nel territorio con l'intento di portare lavoro ai giovani». Dopo il rischio, scongiurato a furor di popolo, di veder realizzato l’inceneritore, nella ex fornace era emerso un problema molto serio, quello della presenza di una grande quantità di amianto, tanto da farla classificare come il sito come il secondo più inquinato d'Abruzzo. Dopo anni di battaglie, la zona è stata bonificata nel 2016 con la rimozione delle lastre di eternit lesionato dalle scosse di terremoto che hanno sconvolto il Centro Italia. (r.p.)
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