Ex Otefal, due società interessate all’acquisto

21 Novembre 2014

Si tratta della spagnola Lux Perfil e del gruppo Feral Recycling di Chieti Ieri l’incontro con il prefetto in vista della quarta asta in programma il 26

L’AQUILA. Un occhio vigile, sulla vertenza dell’ex Otefal, in vista della quarta asta per la vendita dello stabilimento. L’impegno è stato assunto dal prefetto Francesco Alecci, che solleciterà anche l’intervento delle altre istituzioni.

Durante il tavolo, convocato su richiesta dei sindacati, una delegazione dei 172 lavoratori ha presidiato la sede della prefettura. I dipendenti della fabbrica di Bazzano, in procedura fallimentare, sono in mobilità dallo scorso giugno e le prime tre aste sono andate deserte.

C’è incertezza anche sull’esito della quarta, che si terrà il 26 novembre. E i sindacati temono per il futuro del personale. Dalla riunione, a cui ha partecipato anche il curatore fallimentare Omero Martella, è emerso che sono state presentate due manifestazioni di interesse, da parte di aziende intenzionate a rilevare il sito, specializzato nella produzione di laminati.

Si tratta della società spagnola Lux Perfil, i cui rappresentanti hanno già incontrato il sindaco, e della Feral Recycling di Chieti.

I dubbi, espressi da Fim, Fiom e Uilm, riguardano il rischio di un possibile «spezzettamento» dello stabilimento, i cui macchinari sono ancora sottoposti a leasing e di proprietà di istituti di credito. Ci potrebbero essere società interessate solo ai macchinari, oppure aziende che intendono acquisire solo l’immobile. E in questo incastro, non ci sarebbero tutele per i lavoratori.

«Durante il tavolo in prefettura», ha spiegato Alfredo Fegatelli della Fiom, «sono state confermate le nostre preoccupazioni. I beni mobili in leasing non sono oggetto della procedura fallimentare e potrebbero finire nelle mani di chiunque. Anche di società concorrenti, che magari non vogliono che a Bazzano riparta l’attività produttiva. Inoltre, dalla discussione è venuta fuori una circostanza che lascia quanto meno perplessi: non è escluso che dietro una delle aziende interessate, quella di Chieti, possa esserci la vecchia proprietà, e cioè la famiglia Pozzoli. Se così fosse, mi chiedo come si possa permettere, in Italia e nella nostra città, che chi distrugge un’impresa poi continui ad avere un ruolo decisivo. Se anche la quarta asta dovesse andare deserta» ha concluso il sindacalista, « occorrerà subito dopo convocare il comitato dei creditori e quindi chiarire definitivamente la situazione».

L’offerta degli spagnoli è su tutto lo stabilimento, mentre il gruppo di Chieti è interessato a un solo lotto. Ma a differenza della proposta formulata dagli stranieri, l’offerta dei chietini è accompagnata da un deposito di garanzia.

«Lo scenario che si aprirà dopo il 26 è molto oscuro», ha affermato Clara Ciuca della Uilm, «e temiamo la svendita a pezzi dello stabilimento, senza alcuna garanzia per i dipendenti. Eppure il settore dei laminati ha un mercato solido. Le istituzioni non devono permettere che venga nuovamente scippata occupazione al nostro territorio come è purtroppo avvenuto negli ultimi anni».

Romana Scopano

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