Ex Selex Elsag, pronto il nuovo stabilimento per i 141 dipendenti
Si conclude la vicenda dopo otto anni di mobilitazioni Fegatelli (Fiom): scongiurato il pericolo di fuga dell’azienda
L’AQUILA. Dopo 8 anni è pronto il nuovo stabilimento della ex Selex Elsag, del gruppo Finmeccanica, oggi Leonardo: dal 19 aprile al 4 maggio verrà effettuato il trasferimento dei 141 dipendenti che dal sisma del 2009 sono stati ospitati negli spazi del Tecnopolo d’Abruzzo, l’ex polo elettronico.
Si chiude così una lunga vicenda, culminata nel 2012 con la mobilitazione dei lavoratori, per impedire che il progetto per il nuovo sito venisse stracciato. L’azienda, che opera nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, sta per essere insediata nella sede realizzata a Campo di Pile, accanto a quella della Thales Alenia Space, inaugurata nel 2013. Lo stabile è costato circa 8 milioni di euro, di cui la metà proveniente da fondi comunitari, erogati dalla Regione a febbraio del 2014, su richiesta di Finmeccanica. Nel centro di eccellenza del capoluogo abruzzese si progettano apparati avionici, sia civili che militari, transponditori e apparati di riconoscimento. Un ruolo di primo piano, in questa operazione, è stato svolto dalla Fiom, a partire dalle prime riunioni nel 2009 a Murata Gigotti, fino ai tavoli in prefettura.
«Il taglio del nastro del nuovo stabilimento è un traguardo importante per il nostro territorio», ha spiegato il segretario Fiom, Alfredo Fegatelli, «che ha scongiurato il pericolo che l’azienda lasciasse la città, frutto anche dell’impegno dei lavoratori che, all’indomani del terremoto e con l’immobile inagibile, si resero disponibili a essere ricollocati, in maniera temporanea, in altre sedi fuori regione e provincia, per poi rientrare, a scaglioni, nei locali presi in affitto all’interno del polo elettronico. Da sottolineare anche la forte azione condotta dalle Rsu Fiom».
Le vicende aziendali portarono nel 2011 alla fusione della società e al cambio dei vertici: il nuovo ad di Selex divenne Paolo Aielli, che a marzo del 2012 fece marcia indietro sul progetto per il nuovo stabilimento. Da qui scattò la mobilitazione dei lavoratori e finalmente, ad aprile, fu sottoscritto un verbale, firmato da Aielli, dalle istituzioni, dalle Rsu Fiom e della sola sigla sindacale Fiom, in cui venne riconfermata la volontà dei Selex di realizzare il nuovo stabile, a condizione che una parte dell’intervento fosse finanziata con fondi pubblici.
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