Ex sindaco scagionato dalla bancarotta dopo 4 anni di processo

12 Ottobre 2021

RIVISONDOLI. L’ex sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia, è stato scagionato nell’ambito dell’inchiesta sulla liquidazione della società Asa. Era accusato di bancarotta documentale, ma per il...

RIVISONDOLI. L’ex sindaco di Rivisondoli, Roberto Ciampaglia, è stato scagionato nell’ambito dell’inchiesta sulla liquidazione della società Asa. Era accusato di bancarotta documentale, ma per il giudice del tribunale di Sulmona, Marco Billi, il fatto non sussiste. I fatti al centro dell’inchiesta risalgono al biennio 2015/2017 quando l’allora primo cittadino di Rivisondoli era rappresentante legale e liquidatore di Asa, società che si occupava dello smaltimento di rifiuti solidi urbani per i comuni della Comunità montana dell’Alto Sangro-Cinquemiglia. Ciampaglia era affiancato da altri due amministratori del comprensorio, ma l’allora sindaco di Rivisondoli fu l’unico dei tre liquidatori a finire sotto la lente d’ingrandimento della Procura. Nel 2017, a due anni dalla revoca dell’autorizzazione ambientale integrata da parte della Regione Abruzzo, la società era stata dichiarata fallita con un disavanzo economico di circa 700mila euro. Costretta a licenziare tutti i dipendenti, la società, o meglio la sua contabilità, era passata nelle mani dei tre liquidatori all’epoca sindaci di alcuni comuni dell’Alto Sangro. Tra loro c’era appunto Ciampaglia, all’epoca primo cittadino di Rivisondoli. Per la Procura di Sulmona l’ipotesi di bancarotta documentale a carico di Ciampaglia si sarebbe configurata per via della mancanza di alcuni registri e atti contabili. Accusa respinta dall’ex sindaco di Rivisondoli che attraverso il suo difensore, l’avvocato Pietro Savastano, ha fornito tutti i documenti contabili che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’aspetto contabile della società dichiarata fallita e quindi di scagionarlo. Il giudice ha infatti sentenziato il non luogo a procedere nei suoi confronti e quindi il proscioglimento da ogni accusa. «Una sentenza scontata», afferma Roberto Ciampaglia, «visto che non ho commesso alcun reato. Un processo durato quattro anni per nulla», aggiunge l’ex primo cittadino di Rivisondoli che sottolinea come «su tre liquidatori solo uno sia stato indagato». (f.d.m.)
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