Ex vicesindaco Riga pignora il Comune

Vuole quasi 3mila euro dopo una sentenza che condanna l’ente a pagare le spese di giudizio per una lite temeraria
L’AQUILA. L’ex vicesindaco Roberto Riga ha avviato un’azione esecutiva contro il Comune dell’Aquila con un atto di pignoramento dopo un decreto ingiuntivo. Infatti, l’ente locale di cui fu amministratore nella giunta Cialente si rifiuta di pagare le spese di giudizio, quasi 3mila euro: questo per una controversia da lui vinta dopo una sentenza del tribunale civile che risale a due anni fa.
Tutto nasce da una condanna in primo grado inflitta a Riga dalla Corte dei Conti per un risarcimento a favore dell’amministrazione per 40mila euro. Una condanna che da Riga era stata appellata con notifica all’ente e quindi si trattava di un giudizio ancora da definire all’epoca dei fatti.
Ma il Comune aveva notificato un atto di precetto per avere quella somma.
Nel ricorso al giudice civile dell’avvocato di Riga, Cesidio Gualtieri, era stato precisato che il regime di esecutività delle sentenze contabili è disciplinato da un articolo che prevede in modo chiaro che «il ricorso alle sezioni giurisdizionali centrali sospende l’esecuzione della sentenza impugnata».
Inoltre, sempre secondo il ricorso che fece Gualtieri, la giurisprudenza delle sezioni unite della Corte dei Conti ha ribadito l’effetto sospensivo dell’appello confermando altre previsioni in tal senso. Sembra, inoltre, che questa prassi di chiedere i danni prima che il giudizio contabile venga accertato con sentenza passata in giudicato sia stata applicata, finora, soltanto nei confronti di Riga.
Il Comune, pertanto, è stato condannato a pagare le spese a fronte di una sorta di lite temeraria visto come da anni vengono regolati certi casi. Lo stesso ente, tramite delibera di giunta del 30 marzo scorso, ha sollecitato all’ufficio legale a opporsi all’azione esecutiva.
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