Fa spiare la vicina da investigatori privati

27 Agosto 2020

Misura cautelare per un agente di polizia penitenziaria, il 48enne per anni aveva perseguitato anche un dentista

AVEZZANO. Lei era la testimone in un procedimento giudiziario che vedeva il suo vicino di casa accusato di stalking nei confronti di un dentista. Lui, il vicino, per mesi l’ha fatta pedinare dagli investigatori privati. E, poi, tante vessazioni: citofonate a orari impensabili per disturbare il sonno, telefonate ai datori di lavoro per gettare discredito sull’attività della donna, pedinamenti per scattarle foto. Cinque anni di attenzioni particolari, secondo la ricostruzione dell’accusa, che hanno portato la vicina di casa dell’uomo a vivere in un perenne stato d’ansia.
Accuse che dopo la denuncia della vittima, e un’indagine della Procura, ha consentito al gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, di emettere un provvedimento cautelare nei confronti di G.A., 48 anni, guardia carceraria avezzanese in servizio in un penitenziario della provincia. L’inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore Ugo Timpano. Per il 48enne è scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, con particolare riferimento alla sua abitazione e ai luoghi di lavoro, con ulteriore divieto di comunicare. Se dovesse infrangere una delle disposizioni l’agente di polizia penitenziaria rischierebbe una misura più restrittiva.
L’uomo, stando alla ricostruzione, ha perseguitato la vicina di casa per almeno cinque anni. Arrivando a millantare conoscenze a vari livelli istituzionali pur di metterla in difficoltà in famiglia e nell’ambiente di lavoro. «Faremo i conti in Procura, avrai delle belle sorprese», una delle frasi pronunciate dal 48enne che qualche anno fa era finito nei guai per aver stalkerato un dentista, anch’egli vicino di casa.
Lungo l’elenco delle angherie a cui era stata sottoposta anche la donna. Dai dispetti nell’utilizzo dei posti auto alle aggressioni verbali: fino a quando la donna non ha detto basta e ha trovato la forza di denunciare. (r.rs.)
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