Fabrizi: «Giurisprudenza facoltà piccola e senza futuro»

AVEZZANO. «Facoltà universitarie piccole e decentrate, come Giurisprudenza ad Avezzano, sono senza futuro». Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, non usa giri di parole sulla facoltà...
AVEZZANO. «Facoltà universitarie piccole e decentrate, come Giurisprudenza ad Avezzano, sono senza futuro». Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, non usa giri di parole sulla facoltà distaccata tornata al centro del dibattito per i pochi iscritti e i costi alti per il Comune. «Non si giustifica la presenza di università così piccole», sottolinea, «perché non riescono a dare agli studenti quello di cui hanno bisogno come il respiro di comunità eterogenee e multiculturali, la facilità di creare lo scambio di esperienze, un’attività di ricerca». Insomma, per Fabrizi, una laurea non è solo una serie di esami, ma un percorso di contaminazione culturale ad ampio raggio che solo le grandi università oil programma Erasmus possono offrire. Critiche anche verso nuovi esperimenti, come «l’apertura di agraria e percorsi simili», aggiunge Fabrizi, che è anche agronomo. «Proposte avanzate da più parti con le argomentazioni più suggestive, per giustificare la sopravvivenza di Giurisprudenza, eludendo il punto chiave: i dati nudi e crudi messi sul tavolo dal sindaco De Angelis (600 mila euro l’anno, a fronte di meno di 20 nuove matricole). Qui siamo di fronte a un dibattito davvero strano. Fa bene il sindaco ad aprire un confronto: noi ci saremo».
Ma con una posizione ben definita sia sulla facoltà esistente che sulla prospettiva di nuovi corsi. «Occorrerebbe risollevare le sorti di quelle poche facoltà di Agraria ora decadute», conclude il direttore di Confagricoltura, «proprio per il proliferare di sedi distaccate e improbabili e fantasiosi percorsi di studio che, insieme a quelli on line, sviliscono didattica e ricerca e dequalificano ulteriormente la preparazione degli studenti. Proprio il contrario di ciò che serve». (m.s.)
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