Fabrizi: nel 2020 il centro storico sarà finito

21 Settembre 2017

Il capo Usra all’udienza della commissione Territorio. Daniele: «Dai ritardi danni per 400 milioni»

L’AQUILA. Per il titolare dell’ufficio speciale Usra, Raniero Fabrizi, nel 2020 «la ricostruzione della città capoluogo sarà conclusa, ma c’è un forte ritardo sulle sessanta frazioni». Si parla di ricostruzione privata, naturalmente, perché quella pubblica deve ancora partire. Ma qualcuno, tra i consiglieri comunali presenti all’audizione di ieri mattina per fare il punto sulla ricostruzione, convocata dal presidente della Commissione comunale Territorio, Raffaele Daniele, alla quale hanno partecipato il sindaco Pierluigi Biondi (che ha la delega alla ricostruzione) e l’assessore Luigi D’Eramo, ha fatto la faccia perplessa. A guardare come sono messi ancora molti quartieri del centro storico – dalla zona di San Pietro a Fontesecco, via Sallustio, da San Marciano a via XX Settembre, da via Santa Giusta a via Fortebraccio – ci sarebbe da dubitare che in tre anni si riuscirà a chiudere i cantieri, rimasti oggi come otto anni e mezzo fa.
E anche alla luce di quanto affermato dal presidente Daniele: «A fronte di 724 schede parametriche parte prima finora approvate, ne sono state presentate, per la parte seconda soltanto 409, creando un danno potenziale, in termini di mancata ricostruzione e di mancato tiraggio, di quasi 400 milioni di euro».
La colpa di chi? «Dei ritardi dei tecnici». La Commissione vuole individuare eventuali criticità «che hanno portato, nell’ultimo anno, a un significativo calo dei contributi erogati», sottolinea Daniele. «Tra vecchia e nuova procedura sono state presentate, finora, 25.430 pratiche, di cui 1.599 con la cosiddetta scheda parametrica, e a oggi ne sono state istruite circa 24.000, per un importo concesso, dal 2009, di circa 3 miliardi e 840 milioni di euro. Gli importi approvati, passati da circa 100 milioni al mese del 2015 ai 30 attuali, è stato imputato al fatto che, per le pratiche rimaste, l’importo medio sia tra 1 e 2 milioni di euro, a fronte dei circa 10 milioni dei grandi aggregati del centro storico, oggi tutti esaminati e cantierati». Il sindaco tra le priorità vuole stabilizzare il personale precario, come ha sostenuto in campagna elettorale.
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