Faccia contro Biondi «Un anno fa aveva aderito alla Carta»

L’AQUILA. Li ha definiti i «tribuni del web». Sono stati accusati di «remare contro il rilancio della montagna aquilana». La nota con cui il sindaco Pierluigi Biondi ha attaccato i rappresentanti del...
L’AQUILA. Li ha definiti i «tribuni del web». Sono stati accusati di «remare contro il rilancio della montagna aquilana». La nota con cui il sindaco Pierluigi Biondi ha attaccato i rappresentanti del comitato #SaveGranSasso non è stato certo tenera. Una reazione inaspettata, visto che l’associazione, che da tempo si batte per lo sviluppo del Gran Sasso e ha raccolto quasi 11 mila firme per la riduzione dei vincoli ambientalisti, aveva riposto grandi aspettative nell’avvento del nuovo governo di centrodestra. Non hanno replicato subito, hanno voluto mantenere toni bassi e solo a distanza di qualche giorno hanno affidato, sempre al web, la loro risposta. «I tribuni del web volevano ricordare l’impegno assunto dal sindaco il 29 aprile 2017»: recita così il post apparso ieri sulla pagina Facebook del gruppo, a nome del portavoce Luigi Faccia. Un commento secco, con la pubblicazione del comunicato stampa del 29 aprile 2017 in cui Biondi annunciava la sua adesione alla “Carta del Gran Sasso”, che durante la campagna elettorale era stata inviata a tutti i candidati sindaci. A quasi un anno di distanza, il comitato ha chiesto conto di quanto fatto. E la replica di Biondi è stata molto dura: «A chi lancia accuse di immobilismo», ha scritto il sindaco, «rispondo che si è fatto il massimo possibile, nonostante chi, dal pulpito social-virtuale, lancia proclami e, in alcuni casi, mi sembra remi contro il rilancio della montagna aquilana. Ho letto, analizzato e compreso a fondo le richieste avanzate dalle associazioni Save Gran Sasso e Progetto Montagna: perciò, in qualità di candidato sindaco, sottoscrivo in toto quanto contenuto nella Carta del Gran Sasso. Per far ripartire la città dell’Aquila dal punto di vista economico, non si può prescindere dallo sviluppo sostenibile del Gran Sasso, attraverso l’attuazione del Piano speciale territoriale Scindarella-Montecristo. Un obiettivo», sottolineava Biondi, «che è perseguibile attraverso la proposta di revisione del perimetro del Sic (sito interesse comunitario) non riducendo l’area soggetta a vincolo, ma traslandola sulle zone individuate di maggior pregio dalla Carta Natura della Regione Abruzzo e che oggi, invece, ne sono inspiegabilmente escluse».

