Faccia: «Vanno sbloccate le opere già programmate»

L’AQUILA. «Il Gran Sasso non deve essere protagonista solo nelle vicinanze di una campagna elettorale e vanno sbloccate le opere già programmate». Nei giorni scorsi ha tenuto banco la vicenda della...
L’AQUILA. «Il Gran Sasso non deve essere protagonista solo nelle vicinanze di una campagna elettorale e vanno sbloccate le opere già programmate». Nei giorni scorsi ha tenuto banco la vicenda della proposta sulle Olimpiadi invernali del 2026 all’Aquila lanciata dall’onorevole di Forza Italia Antonio Martino, con la replica del capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Giorgio De Matteis, che ha parlato di voli pindarici, sollecitando Martino ad intervenire sulle Regioni Lazio e Marche per l’approvazione del piano del parco Gran Sasso- Laga.
Nel dibattito interviene il comitato #SaveGranSasso, che sta portando avanti una battaglia, con la raccolta di quasi 11mila firme, per la ridefinizione dei confini delle aree protette. Il portavoce del comitato Luigi Faccia si augura che la proposta di candidatura olimpica sia stata fatta «per l’amore che l’onorevole Martino ha nei confronti del Gran Sasso e per pubblicizzare la nostra montagna. Ci permettiamo solo di dire che nel nostro ambiente queste “sparate” sono accolte con tutt'altro spirito e che ci aspettiamo, da un imprenditore come Martino, altre cose dal punto di vista del marketing territoriale». Faccia spiega poi come l’idea sia inattuabile dal punto di vista tecnico, perché sul Gran Sasso non può essere organizzata nessuna delle gare dello sci alpino: «Oltre a non avere i requisiti regolamentari (dislivello), pecchiamo anche nei requisiti intrinseci delle piste di gara. Le strutture si possono pure fare, ma le montagne come si fa a farle crescere?». La replica di De Matteis, per Faccia, è fondata: «Ma ci chiediamo quali sarebbero i presunti fondi da poter sbloccare dopo l’approvazione del piano del Parco. Quelli dei Fondi Cipe 135/2012?». Circa 6 milioni (il rimanente dei famosi 13, 4 milioni) li abbiamo ancora in cassa e dovrebbero essere a disposizione. Per fare la ristrutturazione dell’albergo di Campo Imperatore (che sta cadendo), dell’hotel Cristallo, del rifugio Fontari e del rifugio Montecristo», precisa Faccia, «non ci vuole nessuna approvazione del piano del Parco. Per quanto riguarda i sottoservizi, abbiamo un milione e 200 mila euro da quattro anni e ancora non si vede uno straccio di progetto». Faccia si chiede anche cosa si stia facendo per le opere di protezione attiva e passiva dalle valanghe. «Per fare tutti questi interventi serve una semplice Vinca, perché sono opere che vanno a salvaguardare la salute dell’uomo e sono indispensabili per il comprensorio turistico (basta leggere la direttiva Habitat). Per quanto riguarda i lavori sugli immobili pubblici», conclude Faccia, «consigliamo agli amministratori di ritirare in autotutela la delibera di giunta 159 del 22 aprile del 2016, quella che ha affidato i lavori al Provveditorato alle opere pubbliche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

