Faggeta da tagliare, allarme degli ecologisti

12 Agosto 2022

Contestati i progetti presentati dal Comune di Cappadocia alla Regione: interessata area di 100 ettari 

CAPPADOCIA. Allarme delle associazioni per la tutela dell’ambiente e la protezione degli animali. Temono l’abbattimento, da parte del Comune di Cappadocia, di centinaia di faggi allo scopo di fare cassa. L’area interessata dal taglio degli alberi si aggirerebbe sui 100 ettari e riguarderebbe la faggeta dei Monti Simbruini, considerata la più suggestiva e vasta d’Europa. Si tratta di due progetti distinti», spiegano le associazioni Soa, Slo e Lipu, «presentati nel giro di pochi giorni dal Comune di Cappadocia alla Regione Abruzzo per l’autorizzazione. L’area è sottoposta a stretto regime di tutela, a livello comunitario, per la presenza di specie e habitat particolarmente protetti, per la presenza dell’orso bruno, del picchio dorso-bianco, della balia dal collare e di tante altre specie rarissime». Le associazioni rilevano che i progetti presentati dal Comune, che dovranno passare al vaglio del Comitato Via, presentano «palesi carenze», rispetto alle norme vigenti: mancano i dati relativi alla consistenza delle diverse specie nelle aree interessate al taglio, da raccogliere secondo standard internazionali. Nella selezione degli alberi si arriva anche a prevedere l’abbattimento di piante secolari di un metro di diametro. Non sono riportati i dati sull’effetto cumulo tra i due progetti o tra questi e altri appena realizzati dal Comune. Non viene chiarito quali interventi verranno effettuati con gli utili del taglio, dato che il Comune deve reimpiegare i proventi dell’uso civico per azioni di miglioramento forestale. Le associazioni ricordano poi che la documentazione, in casi di questi tipo, dovrebbe essere redatta da specialisti delle diverse specie, come previsto dalle Linee guida nazionali pubblicate sulla Gazzetta ufficiale nel 2019.
«Nonostante ciò», lamentano le associazioni, «la Regione Abruzzo per i tagli forestali ha addirittura omesso la pubblicazione obbligatoria della documentazione sul proprio sito web come prevedono le norme vigenti, violando palesemente i diritti alla partecipazione del pubblico ai procedimenti valutativi. Solo un esposto, presentato a giugno dalle associazioni, ha sbloccato la situazione. Da allora la Regione ha pubblicato quasi 40 progetti in poco più di un mese, gran parte dei quali mostra gravissime carenze. Chiediamo quindi alla Regione», concludono le associazioni ambientalistiche, «di respingere immediatamente progetti non coerenti con le finalità delle direttive comunitarie e privi dei requisiti minimi richiesti. La conservazione dell’orso bruno, di uccelli rarissimi e dello stesso patrimonio forestale è prioritaria rispetto all'uso commerciale di un territorio che è un patrimonio naturalistico di livello internazionale».
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