Faida tra famiglie, in 7 a processo Tutto per un prestito da mille euro

Vendette, ritorsioni e aggressioni con minacce: spunta anche l’ipotesi di una tentata estorsione Quattro imputati furono colpiti da misure cautelari. La scorsa estate il pestaggio di un giovane
SULMONA. Botte, vendette, ricatti ed estorsioni tra i componenti di due famiglie. Una storia nata da un prestito di mille euro e sfociata in pretese di gioielli, aggressioni e persone finite in ospedale. E che ora dovrà essere chiarita tribunale.
Sette persone, di cui cinque della stessa famiglia, sono state rinviate a giudizio a vario titolo, per tentata estorsione, minaccia e lesioni. Si tratta di Patrizia Ciccone, 50 anni, di Sulmona, il compagno Giovanni Sbordone, 60 anni di Bugnara Calabra, i figli della donna, Michele e Stefano Anzellotti, rispettivamente di 21 anni e 23 anni, la fidanzata di quest’ultimo Gaia Amicarelli di Pettorano sul Gizio. Con loro sono finiti sotto processo anche Daniele Felici 19enne e Attilio Ramunno, entrambi di Sulmona.
La prima udienza del giudizio è stata fissata al prossimo 14 marzo. La decisione è arrivata dalla procura di Sulmona che ha evitato il passaggio davanti al giudice per le udienze preliminari citando tutte le sette persone direttamente a giudizio.
Tutto è iniziato nei mesi scorsi con la perquisizione eseguita a casa di Patrizia Ciccone che ha permesso ai poliziotti del commissariato di Sulmona di sequestrare i telefoni cellulari in uso a quattro dei sette imputati. E dalle analisi dei tabulati e dalla trascrizione dei messaggi whatsapp la polizia sarebbe riuscita a ottenere le prove delle minacce e della tentata estorsione. Precedentemente, infatti, una donna residente a Raiano una volta amica della Ciccone si era recata in commissariato per denunciare la vicenda di cui sarebbe rimasta vittima. Alla base della tentata estorsione ci sarebbe la pretesa di un bracciale in oro a fronte di un prestito in denaro di circa mille euro. Bracciale che non è stato mai ritrovato dagli investigatori né all’interno dell’abitazione della 50enne né in altri luoghi di pertinenza dei familiari della donna. Tra gli oggetti trovati e sequestrati dalla polizia, una vecchia affettatrice citata anche nella denuncia. Ma a rendere ancora più duro lo scontro tra i protagonisti della vicenda sarebbe stata l’aggressione subita la scorsa estate da un figlio dell’imputata, da parte di un gruppo di giovani, tra i quali uno dei figli della denunciante. Dopo questo episodio sarebbero partita una serie di vendette e ritorsioni che hanno finito per coinvolgere anche Daniele Felici e Attilio Ramunno.
I sette imputati dovranno quindi presentarsi nella prossima primavera davanti al collegio del tribunale di Sulmona. E in attesa di quel giorno restano in vigore anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte lesa, per Ciccone, Sbordone e i due Anzellotti.
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