Falconio, il cordoglio della politica «Uomo del dialogo, ha fatto molto»

24 Dicembre 2021

La scomparsa dell’ex presidente della Regione ha suscitato commozione anche tra gli avversari Marsilio presenzierà ai funerali stamani nella capitale. Il ricordo di Biondi, Liris, Pezzopane e Melilla

L’AQUILA. Camera ardente dalle 9,30 alle 10,30 all’ospedale San Giovanni a Roma. Funerali alle 11 nella chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano. Il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Prima Porta. Questo l’epilogo terreno dell’esistenza di Antonio Falconio, già presidente della Regione, che si è spento all’età di 83 anni a Roma.
il Cordoglio della politica
«A nome mio e dell’intera giunta regionale», ha dichiarato il presidente della Regione Marco Marsilio, che presenzierà alla liturgia esequiale, «esprimo ai suoi familiari il profondo cordoglio per la perdita di una persona che ha saputo condurre un’importante attività amministrativa tesa a fare crescere e a valorizzare la nostra regione». «Politico d’altri tempi, uomo delle istituzioni sobrio ma popolare», ricorda l’assessore Guido Quintino Liris. «Nonostante le nostre diverse appartenenze, gli va riconosciuto uno stile che oggi purtroppo non appartiene più alla classe dirigente, nella maggior parte dei casi. La sua attività amministrativa è stata tesa a fare crescere e a valorizzare l’Abruzzo nel suo complesso». «Aquilano illustre, uomo di spessore», sottolinea il sindaco Pierluigi Biondi, «ha dedicato la sua vita al giornalismo e alla politica, con passione e vigore. Ai suoi cari, l’abbraccio dell’Aquila». L’ex parlamentare Gianni Melilla lo ricorda così. «Sino a prima del Covid ci vedevamo spesso il lunedì alla Camera ed era sempre piacevole conversare. Il suo tono era sempre colloquiale, in tanti anni non l’ho mai visto alzare la voce, diceva tutto in modo calmo e gentile anche le cose più divisive. Con lui sono stato 10 anni alla Regione: nella prima legislatura lui presiedeva la giunta e io il consiglio, nella seconda eravamo all’opposizione: la nostra collaborazione è stata sempre piena e si è trasformata in una bella amicizia anche se appartenevano a due generazioni diverse. Democristiano colto, aperto al cambiamento e al dialogo con la sinistra democratica e radicale. Il suo partito non lo ha trattato sempre bene, ma non lo dava a vedere. Era un giornalista vero e ha scritto sino alla fine. Se n’è andato un grande abruzzese, una persona per bene, un intellettuale politico della prima Repubblica, quella migliore». «È scomparso un uomo di spessore, che ha dedicato la sua vita al giornalismo e alla politica, con passione e vigore per l’Abruzzo». È quanto ha dichiarato il segretario regionale Udc Enrico Di Giuseppantonio. «Un uomo che ho avuto la fortuna di conoscere e che ha sempre dimostrato di interpretare la politica con passione e impegno. Una persona che ha saputo condurre un’importante attività amministrativa, tenendo sempre davanti a sé come obiettivo la crescita dell’Abruzzo. Falconio lascia un grande vuoto in tutti noi e a nome mio e dell’Udc abruzzese porgo le più sentite condoglianze alla sua famiglia». «Lo conobbi», spiega la deputata Pd Stefania Pezzopane, «nella campagna elettorale delle Regionali del ’95. L’esperienza straordinaria di Abruzzo Democratico in cui unimmo la sinistra con l’area Dc e vincemmo le elezioni. Un esperimento politico che poi fu replicato anche altrove. Fui la prima degli eletti in provincia dell’Aquila e mi nominò assessore. Un’esperienza straordinaria, di messa in campo di idee, rapporti, strategie. Io ero alla mia prima esperienza con funzioni di governo, la più giovane della giunta, mi considerava la mascotte e fu esaltante. Falconio si fidava di me e mi lasciava fare, creammo molto e lanciammo l’Abruzzo regione dei Parchi e della cultura con tutte le leggi di settore. Ma la sua opera più importante in quegli anni fu ottenere da governo ed Europa il cuscinetto di risorse per uscire dall’obiettivo 1. Non era stato previsto e l’Abruzzo rischiava, senza paracadute, di non farcela». (cr.aq)